Bob Weir: la chitarra dei Grateful Dead, l’artefice di un suono inimitabile

Se n’è andato anche, a 78 anni e dopo una lunga battaglia con il cancro, Bob Weir, “The Ace”, cantante, chitarrista e compositore, un componente fondamentale del suono inimitabile dei Grateful Dead. Raggiunge Jerry Garcia (scomparso già nel 1995), Phil Lesh (che abbiamo salutato di recente, nel 2024) nell’Olimpo del Morto Riconoscente, già popolato da Ron Pig Pen McKernan (portato via dall’eroina nel 1973), Keith (incidente stradale nel 1980) e Donna Godchaux (cancro nel novembre 2025) mentre i soli in vita restano i due batteristi Mickey Hart e Bill Kreutzmann. Ma la musica sua e degli altri soci dell’avventura, per fortuna nostra, resta immortale.

I Grateful Dead hanno fuso country delle radici e psichedelia, blues e rock, jazz e  musica contemporanea, inventando galoppate sonore basate su improvvisazioni formidabili. Jerry veniva dal bluegrass e si è elettrificato strada facendo, Bob era il compagno e contraltare, l’innalzatore di quelle meravigliose scale di note che si elevavano nel cielo della California. I Dead hanno avuto un seguito impressionante e sono sopravvissuti anche alla morte del leader, pur imbarcandosi in rispettive avventure soliste. 

Robert Hall Weir era nato a San Francisco il 16 ottobre 1947. Figlio adottivo, era cresciuto ad Atherton con la famiglia. Ragazzo prodigio, a 13 anni suonava piuttosto bene la chitarra, dopo aver sperimentato senza successo tromba e pianoforte. Un po’ meno riusciva a scuola, dove nessuno si era accorto della sua dislessia, faceva fatica e fu bocciato varie volte. Alla Fountain Valley School in Colorado conobbe John Perry Barlow, futuro paroliere dei Dead insieme a Robert Hunter.

La sera di Halloween 1963, mentre gira per Palo Alto con un amico, viene folgorato dal suono di un banjo proveniente da un negozio di musica. E’ quello di Jerry Garcia, con il quale si mette a suonare per tutta la notte e decide di formare un gruppo. Si chiamano prima Mother McCree’s Uptown Jug Champions, poi optano per un più incisivo The Warlocks e infine per il definitivo Grateful Dead.

Bob è principalmente la chitarra ritmica della band, ma diviene presto riduttivo definirlo così, è uno degli architetti che edifica quel suono inconfondibile. Nel 1968 viene brevemente allontanato dal gruppo insieme a Pig Pen per volere della casa discografica, ma poi rientra alla grande. Alla fine degli anni Sessanta comincia a sperimentare sulla slide guitar, influenzato dal pianista jazz McCoy Tyner, tra i suoi modelli cita John Coltrane e Igor Stravinsky insieme al bluesman Rev. Gary Davis

Il suo  primo album solista, Ace è del 1972. E’ il secondo in ordine di uscita di un componente dei Dead, dopo l’esordio di Garcia. Tutti i Grateful Dead partecipano alle registrazioni e il disco viene considerato della band a tutti gli effetti, malgrado le musiche siano sue e i testi di Barlow. Sebbene abbia continuato a suonare con i Grateful Dead, nel 1975 Weir ha fatto parte dei Kingfish con Matt Kelly e Dave Torbert. Ha formato anche la Bob Weir Band con Brent Mydland alle tastiere e poco dopo Bobby and The Midnites.

Poco prima della morte di Garcia nel 1995, Weir formò un altro gruppo, i Ratdog Revue poi abbreviato in Ratdog. Dall’11 novembre 2006 la band ha effettuato circa 700 concerti proponendo dal vivo, oltre ai brani dei Grateful Dead, anche cover di Beatles, Bob Dylan e Chuck Berry. Alcuni componenti dei Dead si riunirono con lui nel 1998, 2000 e 2002 con il nome di The Other Ones e poi nel 2003 e nel 2004 come The Dead. Insieme all’amico Phil Lesh nel 2009 diede vita a The Furthur che rimasero portabandiera del suono Dead per lunghe tournées negli stati uniti, diffondendo il verbo fino a poco prima del ritiro dalle scene del chitarrista per motivi di salute. Nel 2009 si è esibito con Mickey Hart alla cerimonia di insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca.

Bob Weir è stato una colonna portante del suono dei Grateful Dead, praticando l’innovazione e la ricerca curiosa ma sempre restando fedele alle radici. Instancabile diffusore di quella controcultura californiana che si sviluppò a metà degli anni Sessanta e custode di una musica meravigliosa, composita, affascinante che ci ha accompagnato negli anni e ci accompagna tuttora, ricca di autentici capolavori come Dark Star, Morning Dew e China Cat Sunflower, per citarne solo alcuni.

(Bob Weir con Mickey Hart all’insediamento di Obama nel 2009, foto di David King)

ascolti

  • Grateful Dead – Live/Dead (1969)
  • Grateful Dead – Live in Europe (1972)
  • Bob Weir – Ace (1972)
  • Kingfish – Kingfish in Concert: King Biscuit Flower Hours (1996)
  • Ratdogs – Live at Roseland (1998)

parole

  • Clyde D. Miles – Bob Weir Biography: a journey thru the life of a musical icon (2025)

visioni

  • The Grateful Dead Movie, film di Jerry Garcia e Leon Gast (1977) 
  • Long Strange Trip, film e serie tv di Amir Bar-Lev (2017)

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