100 Dischi da ascoltare prima di morire

Prima che sia tardi, almeno una volta. Selezione di Paolo Redaelli.

1970

Emerson Lake & Palmer

Emerson Lake & Palmer

Il più glam dei gruppi prog all’esordio folgorante. Tecnica strumentale pazzesca al servizio di costruzioni musicali affascinanti, con forti reminescenze classiche tra Bartok e Janacek, le tre Parche, l’uomo fortunato e il ciottolo da gettare nello stagno della musica.

1972

Santana

Caravanserai

Tra carnalità e spiritualità, una carovana in viaggio nel deserto annuncia la fusion che verrà, unendo la musica di più continenti. Pietra miliare, dalla sorgente del ritmo alla canzone del vento.

1968

Bloomfield Kooper Stills

Supersession

La supersession è solo su disco perché in realtà qui Bloomfield e Stills non hanno mai suonato insieme. Ma a fare da collante ci sono l’organo di Kooper (quello che ha inventato l’attacco di Like a Rolling Stone), tanto blues e la stagione della strega di Donovan

1974

Zappa/Mothers

Roxy and Elsewhere

Zappa al suo meglio dal vivo con la migliore formazione delle Mothers, tra funk schizoide, jazz rivisitato, blues addizionato e racconti di film di serie B. Imperdibili i monologhi con cui introduce le canzoni, spiega i personaggi e prende in giro tutto e tutti.

1978

The Band

The Last Waltz

Al passo di addio, The Band chiama a sé per l’ultimo concerto i migliori amici. Ma che amici! Dove trovate in un disco, tutti insieme, Bob Dylan, Neil Young, Joni Michell, Van Morrison, Eric Clapton, Dr.John e altri ancora? Grandissimo disco e film meravigioso di Martin Scorsese.

1971

Crosby Stills Nash & Young

4 Way Street

Sul primo disco, tintinnante musica del cielo del West (definizione di Hendrix) tra risate, presentazioni, attacchi sbagliati. Sgroppate elettriche sul secondo che termina con il costo della libertà a capella. I quattro in perfetta armonia, prima dei tanti litigi e riappacificazioni. Doppio, ma unico.

1984

Simple Minds

Sparkle in the Rain

Elettronica, rock e forte sentire in una miscela che ti fa saltare sulla sedia grazie anche ad un beat pazzesco. Tempesta, assalto e sprazzi doorsiani nella voce di Jim Kerr, una delle più belle mai ascoltate, anche oltre la new wave.

1981

Pat Metheny & Lyle Mays

As Falls Wichita…

Un album in cui sprofondare e lasciarsi avvolgere, con il suono mirabile della chitarra di Pat e le tastiere fantasiose di Lyle Mays. Musica senza frontiere per esplorare le profondità dell’anima. Ospite speciale Nana de Vasconcelos con le sue percussioni brasiliane e la sua voce evocativa

1984

Everything But The Girl

Eden

Tavolozza british dai colori sfumati ma vividi, da cui emerge una voce femminile nebbiosa e piena di spleen che canta sofisticato pop, folk, jazz in una mistura affascinante tinta a volte di colori brasiliani. Indelebile.

1985

Hall& Oates

Live at the Apollo

Nel tempio della musica soul, il duo di Philadelphia incontra maestri del genere come David Ruffin ed Eddie Kendricks dei Temptations e ti fa balzare dalla sedia. Brani storici rivisitati con gusto ed armonie vocali al posto giusto, repertorio proprio affrontato con la solita classe. Un must.

1979

Blues Brothers

Briefcase Full of Blues

I mitici fratelli Blues entrano in scena portando una valigetta piena anche di r&b e soul, con una band eccezionale, dal vivo e senza trucchi di sorta. Classici rivisitati a dovere, groove e fiati, ritmo, divertimento puro.

1979

The Clash

London Calling

Supera il concetto di punk, pur mantenendone l’energia. Londra chiama e i Clash attingono ad un suono poliforme, venato di reggae e altre storie, omaggiando le radici del rock and roll per creare qualcosa di completamente diverso.

1979

Police

Reggatta de Blanc

Prima di diventare un crooner lezioso, Sting aveva dato vita a un trio eccitante capace di introdurre elementi reggae in un rock raffinato e muscolare, a tratti futuristico, con una ritmica formidabile, passeggiando sulla Luna. Poi venne Zenyatta.

1971

David Crosby

If I Could Only Remember my Name

Capolavoro immenso, manifesto culturale della West Coast californiana. Chiamata a raccolta di tutta l’intelligenza musicale del periodo intorno ad armonie vocali, pennate elettriche, poesia acida, magia e stupore. Un disco che fa viaggiare l’anima.

1977

The Animals

Before We Were So Rudely Interrupted

Superati dissidi e disaccordi, Eric e Alan riuniscono la vecchia banda, in pieno dominio punk e dimostrano che veri Animali sono. Torrido blues, energia soul, pub rock sudato, classiconi rivisitati tra Dylan e Jimmy Cliff, un bel ritorno a come si era prima di essere così rudemente interrotti.