Wrong Sisters a Mordano per Crossroads:  un viaggio affascinante nella musica

Saranno anche “sorelle sbagliate”, ma i concerti li azzeccano, eccome. Francesca Alinovi (voce e contrabbasso) e Beatrice Lenzini (voce e tastiere) sul palco come Wrong Sisters hanno affascinato e coinvolto il pubblico del Teatro Comunale di Mordano nell’ambito del programma di Crossroads 2026. Un set di rara eleganza e bellezza per le due sisters, coppia musicale affiatata e ben assortita, nata da poco più di un anno ma sembra siano insieme da tempo. Un repertorio intelligente che spazia tra i generi con noncuranza, guidato dall’intreccio di due voci e due strumenti, in un viaggio tra coordinate geografico-musicali diverse, tra Europa e America.

Vestito rosso e tacchi alti, le Wrong Sisters che convidono anche l’amore per i tatuaggi, si presentano subito con un pezzo della cantautrice canadese Dominique Fils-Aimé, vocalmente interessante e suggestivo, poi ci trasportano subito nella New Orleans dell’uragano Katrina con un pizzico di country. Non manca un succoso omaggio ai sempiterni Beatles nella Come Together condotta dal contrabbasso pulsante di Francesca. E Beatrice possiede la dote rara del controllo della voce, sale e scende come la marea, tra sussurri e grida, senza mai perdere la direzione. Le due si cercano con gli sguardi, si trovano spesso, Francesca prosegue il tracciato di Beatrice cantando all’unisono e controcanto, punteggiando con le corde gravi le corde vocali della sorella in musica. Ed è una gioia per chi ascolta, come sottolineano i ripetuti applausi del pubblico.

Un brano dalle cadenze blues di Alicia Keys, Falling, esalta le qualità della Lenzini, poi ci sono due racconti delle due facce dell’amore. Prince in How Come You Don’t Call Me Anymore si dispera perché l’amata non la chiama più, mentre in un altro brano Lianne La Havas risponde It’s what You Don’t Do, “è quello che non fai tu”. Due perle che sarebbe stato bello unire in un medley senza soluzione di continuità, invece il primo pezzo viene lasciato finire tra gli applausi e poi si riprende. Pazienza, sarà per la prossima volta.

Dettagli, comunque, in un concerto che si snoda piacevolmente. Poi arrivano gli Alabama Shakes (“un gruppo che amiamo molto”) con Boys and Girls dettata dall’archetto e con la voce di Beatrice che simula una tromba, più ritmata e con uso misurato di loop la successiva Walk Away. Un vertice assoluto del set è indubbiamente Catalina, classico flamenco centenario (è del 1926) interpretata dalla Lenzini in maniera veramente struggente e modulata come si deve, poi arriva  Ring of Fire di Johnny Cash rallentata e oscurata come la farebbe Nick Cave.

Iko Iko, traditional zydeco tra Dr. John e Dixie Cups suscita i primi canti in coro che coinvolgono il pubblico, allegra e spumeggiante, poi ancora atmosfere cubane in A tomar Cafè con la sua ritmica caraibica. Si chiude con I’ll Love You Until the Day I Die di Willie Nelson, sussurrata insieme fino a spegnersi. L’amore in tutte le sue declinazioni resta la cifra dominante del set, come l’amore per la musica che traspare dall’esibizione delle Wrong Sisters, splendente realtà della scena italiana.

Il bis richiesto a gran voce è un gospel dal titolo A Day for a Hunt A Day for a Pray che sottolinea come ci sia, biblicamente, un tempo per ogni cosa, tra caccia e preghiera, specchio di questi nostri tempi inquieti.  E’ anche tempo di chiudere, tra gli applausi, una serata intensa, densa, piena di belle canzoni e di sentimento.  

Wrong Sisters Mordano 2026

Ti potrebbe interessare