Joe Jackson e Capossela nella stagione Duse con Paolo Rossi, Bergonzoni e Cazzullo

Joe Jackson (fuori cartellone) e Vinicio Capossela, Alessandro Bergonzoni e Paolo Rossi, Aldo Cazzullo con Angelo Branduardi, molto altro ancora. E’ ricca di musica e di parole, come sempre, la stagione del Teatro Duse di Bologna

L’eclettico cantautore british arriva in teatro l’11 novembre nell’ambito del tour Hope & Glory, dal titolo dell’ultimo album. Partito dal punk e capace di fondere rock, pop, jazz e funk, Joe Jackson è sulla breccia dagli anni Ottanta grazie ad una formula originale, testi ironici e intelligenti su melodie accattivanti e una superband (In cui spicca il bassista Graham Maby) che dal vivo fa scintille, soprattutto in un’atmosfera raccolta come quella dei teatri.

Capossela porterà al Duse il 2 dicembre insieme a Pierpaolo Capovilla  la sua ballad opera E la Morte non avrà dominio che definisceun musical radiofonico immerso nel buio in cui le voci che ci arrivano dal latte del bosco sono le voci della nostra umanità”. Quindici canzoni originali per raccontare le voci e le ossessioni dei personaggi che affollano la solitudine di un uomo adagiato in una vasca da bagno vuota, che è insieme Renato, Capitan Gatto e il poeta Dylan Thomas stesso, “Noè della baia nella sua arca rattoppata”. Un’ opera per voci che celebra la vita, l’innocenza, la pluralità, l’infanzia del mondo che il rock dj radiofonico e beautiful loser Renato Striglia voleva realizzare e non realizzò. 

Teatro Duse Bologna 2026

Ancora sul fronte musicale, Kurt Elling e gli Yellowjackets sono attesi il 3 novembre per un omaggio ai Weather Report nell’ambito di Bologna Jazz Festival. La voce di Elling e la maestria musicale di grandi musicisti fusion come Bob Mintzer celebrano la staordinaria musica del gruppo di Wayne Shorter e Joe Zawinul, tra i primi a fondere jazz e rock seguendo la lezione di Miles Davis. Dal 5 al 7 novembre invece Max Gazzè presenta in teatro il suo ultimo, interessante, album L’ornamento delle cose secondarie.

Il funambolo della parola Alessandro Bergonzoni ci intrigherà con i suoi torrenziali giochi verbali in ben sei spettacoli, dal 26 al 31 gennaio 2027. Arrivano i Dunque (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca) fa parte della sua ricerca sulla “Crealtà”, vale a dire la necessità di creare il reale dalla fantasia usando immaginazione, spirito critico e capacità di interpretazione. Bergonzoni costruisce un percorso teatrale che intreccia comicità, invenzione linguistica e riflessione contemporanea. Una continua trasformazione del significato delle parole, in un flusso creativo che ribalta prospettive e apre nuove possibilità di interpretazione del mondo. 

Nel pluricentenario del Santo d’Italia, il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo porta sul palco il suo Francesco insieme ad Angelo Branduardi, cantautore avvezzo alla musica medievale. I due rileggono tra parole e musica la storia del santo più amato (anche dai non cattolici) per il suo esempio di umiltà, non a caso da allora spesso chiamata “francescana”. In un ideale pendant con lo spettacolo di Simone Cristicchi, il lavoro restituisce tutta l’attualità del messaggio di Francesco, partendo dal fortunato bestseller di Cazzullo.

Laicissimo invece, anche se ugualmente oggetto di culto devoto, il Paolo Rossi che insieme a Bebo Storti e Caterina Gabanella sarà in scena dal 12 al 14 febbraio con L’Opera del delinquente. Teatro, cabaret, musica e narrazione per dare vita a un racconto che affonda le radici nella tradizione milanese ma guarda al presente. E rievoca i “fantasmi” di alcune figure poco note che con le loro storie, le loro contraddizioni e il loro spirito anticonformista hanno contribuito a costruire l’identità di quei luoghi.  

Tra le altre numerose proposte si segnalano il Falstaff liberamente riscritto e interpretato, tra Shakespeare e Moliére, da Emilio Solfrizzi (dal 13 al 15 novembre), Lodo Guenzi ormai attore a tempo pieno nei panni del Matto in Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo (27-29 novembre) e il “serio” Greg (Claudio Gregori) nel classico di Agatha Christie Assassinio sull’Orient Express, insieme giallo e riflessione sulla giustizia. Il 15 e 16 febbraio Federico Buffa in Number 23 racconta vita e splendori del supercampione di basket Michael Jordan. Fuori cartellone, Paolo Nori il 12 ottobre al Locomotiv narra Il Maestro e Margherita – Sympathy for the Devil, tra Bulgakov e i Rolling Stones.

Qui Il cartellone completo della stagione

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