Denovo Non c’è nessuno
La storia di Venuti tra la carne e il cielo
Una storia molto “siciliana” quella di Mario Venuti. Natali nell’ottobre del 1963 a Siracusa, infanzia fra Messina e Siracusa, adolescenza a Catania, il tutto assemblato da una feroce passione per la musica. La scintilla arriva con la scoperta dei vinili dei Beatles, seguita da un vorace full-immersion nel loro universo attraverso la radio e la televisione. Dall’ascolto alla necessità di avvicinarsi agli strumenti musicali in modo viscerale il passo è breve. Mario non si pone limiti, inizia a studiare e suonare il pianoforte, per passare poi a chitarre, sassofono e flauto traverso. Questo iniziale entusiasmo musicale si concretizza nella composizione di testi all’età di soli 17 anni.
Il passato artistico del cantautore, così importante per dare vita a una energia e a un entusiasmo percepibili tanto dal vivo quanto nei vinili., ha inizio a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, con tante cover band a esibirsi nell’hinterland catanese. Con lui Toni Carbone, bassista ma soprattutto grande amico, grande conoscitore del suono e timoniere di quella band che, a partire dal 1982, verrà conosciuta come Denovo. Quattro in tutto i componenti, oltre a Venuti e Carbone troviamo i fratelli Luca e Gabriele Madonia, per una avventura musicale che si concluderà solo nel 1990 dopo quattro album e una incessante serie di successi e acclamazioni. Dal 1988 si è avuta la comparsa del tastierista Dino Scuderi, poi allontanatosi all’inseguimento di attrazioni più artistiche e teatrali.

Il Tour, presente e passato a confronto
Questa la Track-list dello spettacolo:
Abusando
Crudele
Degrado
Tutto questo mare
Caduto dalle stelle
Mai come ieri
Niña Morena
Paradiso
Anni selvaggi
Adesso con chi stai?
Ballata per una città
Recidivo
Andiamo via
Trasformazioni
Fortuna
Quello che ci manca
A ferro e fuoco
Un altro posto nel mondo
Il protagonista si destreggia sul palco in modo sicuro e amichevole, via le tensioni e i timori, avanti i sorrisi e l’energia. I brani più famosi e acclamati,Fortuna, Tutto questo Mare, Crudele, Mai come ieri, Un altro posto nel mondo, lasciano spazio a un interprete volutamente radicato alle sue origini, al suo linguaggio ma sempre proiettato verso passioni blues, rock e sudamericane.

Il tour, un percorso che coniuga il prima e l’oggi, attraverso esotiche e profumate sonorità che abilmente si destreggiano in Brasile, in Africa, nel Mediterraneo e infine in Italia. Il nostro paese è ben radicato nei pezzi del cantautore. La sua Sicilia così criptica e solare allo stesso tempo, così lunare, così contraddittoria. Il mare sempre presente, come le inquietudini legate all’essere sempre troppo veri e cristallini, pur mantenendo la giusta riservatezza e ombrosa intimità. Si percorre tutto lo Stivale, da Settimo Torinese – cui fa riferimento questa recensione – a Siracusa, passando per Milano, Genova, Eboli, Roma, Palermo, Catania Somma Vesuviana, Noto, Piacenza, Chieti,
Ne è passato di tempo, di storia, dalle performance con i fratelli Madonia e il compianto Tony Carbone. Ne è passato, è vero, ma chi bene conosce il cantautore siracusano questo aspetto non lo considera. La sua evoluzione e consapevolezza prescindono in modo evidente da un pregresso che ha lasciato il segno in modo allo stesso tempo elegante e positivo. A proposito, i bene informati rivelano di un volo aereo durante il quale Mario e Luca Madonia hanno parlato fitto fitto per tutto il tempo. Vuoi vedere che…





