Simone Cristicchi torna in scena domenica 1 marzo al Teatro Celebrazioni di Bologna (ore 17.30), con il suo Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli, in cui esplora la figura del Santo in relazione alla contemporaneità e nell’ottavo centenario della morte.
Scritto a quattro mani con Simona Orlando, il testo si intreccia alle canzoni originali nate dalla collaborazione tra Cristicchi e la cantautrice Amara che già avevano omaggiato insieme Franco Battiato. Musiche e sonorizzazioni sono curate da Tony Canto, le scenografie da Giacomo Andrico, le luci da Cesare Agoni e i costumi da Rossella Zucchi. L’aiuto regista è Ariele Vincenti. Lo spettacolo è prodotto da Centro Teatrale Bresciano e Accademia Perduta Romagna Teatri in collaborazione con Corvino Produzioni.
Diventato anche un libro di Baldini+Castoldi, il lavoro teatrale delinea il profilo di un San Francesco inedito: «il rivoluzionario, l’estremista, l’innamorato della vita. Franciscus che visse per un sogno. Il folle che parlava agli uccelli e che vedeva la sacralità e la bellezza in ogni dove: nel volto di una persona, nello sguardo di un animale, ma anche nel sole, nella morte, nella terra su cui camminava insieme agli altri», commenta Cristicchi.
Ma Franciscus fu innanzitutto un uomo in crisi, consumato da quei dubbi che lo rendono una figura profondamente attuale. Indagando il “Santo di tutti”, Cristicchi rivela quanto la sua voce sia necessaria nel caos della modernità, tra le promesse tradite del progresso e la ricerca di un significato perduto. Lo spettacolo abita il confine tra follia e santità, esplorando la povertà, la perfetta letizia e la necessaria utopia di una nuova armonia con il creato. Tematiche che, nel rumore della società odierna, risuonano con urgenza, spingendo chi guarda a ricercare una propria, possibile risposta.





