Anche Stones e Springsteen cavalcano il lockdown

La clausura forzata spinge i big del rock ad utilizzare il web. Bob Dylan ha messo in rete due brani inediti dopo dodici anni di silenzio. Peter Gabriel ci ha reso disponibili due straordinari film concerto girati all’Arena di Verona. In Italia Edoardo Bennato ci ha regalato sul web una canzone nuova scritta insieme al fratello Eugenio.

Ed ora all’elenco si aggiungono i Rolling Stones e Bruce Springsteen praticamente i due act live più forti a livello mondiale costretti dalla pandemia a non esibirsi chissà per quanto tempo, loro che riempiono stadi ed arene come niente fosse.

Dopo un assaggino con una versione casalinga di “You can’t always get what you want” (peraltro appropriata), ecco il nuovo singolo dei Rolling dal titolo “Living in a ghost town” (vivere in una città fantasma), canzone che descrive bene la sensazione tipica di questi giorni.

Un tiro pazzesco per dei quasi ottantenni (Jagger e Richards ricordiamolo sono del ’42,) un pezzo rock molto radiofonico funky e ballabile, ideale colonna sonora per scrollarsi di dosso la malinconia di questi  giorni (lo fanno del resto da “Satisfaction” in avanti) e che invita a mantenersi in forma come fanno loro. Sul finale sembra di intravedere una citazione di “Ghost Town” degli Specials. Forse c’è da attendersi un nuovo album pilotato da questo singolo come lo fu “Tattoo You” da “Start Me Up”, poi scelta da Bill Gates per una campagna Microsoft.

 

Bruce Springsteen non ha per ora inediti da presentare, ma dalla sua casa del Jersey insieme alla compagna di vita e di band Patti Scialfa ci canta la sua “Land of  hope and dreams”, evidente messaggio a credere – nonostante tutto – che l’America e anche il mondo intero possano essere ancora una terra di speranza e sogni.

 

Bello anche che questo lockdown alla fine ci trovi tutti qui, sulla rete. E siamo tutti nella stessa barca, voi che leggete questo articolo, io, Bob Dylan, Peter Gabriel, i Rolling Stones, Bennato e Spingsteeen. Una lontananza che alla fine è una vicinanza, una condivisione di arte e bellezza, nelle diverse coniugazioni del rock, ma anche una vicinanza esistenziale perché tutti stiamo vivendo la stessa esperienza.

Una bella compagnia in questi giorni strani in attesa che alla lista si aggiunga qualcun altro. 

 

Paolo Redaelli

 

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