Emotion, Love & Power, l’epopea di EL&P secondo Fabio Rossi

Emotion, Love & Power di Fabio Rossi racconta la storia, anzi l’epopea, di Emerson Lake & Palmer, il supertrio che tra il 1970 e il 1974 rivoluzionò la musica in Inghilterra e nel mondo, anche se la loro carriera continuò, in modo alterno, fino alle soglie del Duemila. Con i King Crimson (di cui Greg Lake fu il primo bassista) inventarono praticamente il prog rock. Ma, mentre il gruppo dell’irrequieto Robert Fripp pigiava a fondo sul lato cerebrale, EL&P furono insieme classici, jazz, folk e soprattutto molto glam, come voleva l’epoca. Salivano sul palco con tute argentate e zatteroni, attenti al lato spettacolare pur nel rigore quasi scientifico della loro proposta musicale.
Zolfo e fosforo che innescarono una reazione chimica notevole nell’ Inghilterra di quel periodo, conquistando rapidamente prima l’Europa e poi il pianeta intero.

Originale l’idea di Fabio Rossi di assegnare una parola-chiave ad ognuno dei componenti, in assonanza con il cognome, mantenendo l’acronimo. Così Keith Emerson è emozione, Greg Lake è amore e Carl Palmer potenza, anche se a quella unisce la raffinatezza di una formazione jazz.
L’autore sforna un libro ricco di curiosità (quanti sanno che Steve Howe fu contattato da Emerson per sostituire David O’List nei Nice? O che la prima scelta per il batterista del nuovo trio fosse l’hendrixiano Mitch Mitchell?) seguendo le tre vite dalle loro origini musicali fino all’esplosione fragorosa, insieme, con un nome in ditta da studio legale (come i coevi Crosby, Stills, Nash & Young, del resto), poi le discese e le risalite sulla china del successo, anche da soli.

Emerson Lake & Palmer
Il libro di Rossi su Emerson Lake & Palmer

Il libro (Chinasky, 2019) si avvale di una bella prefazione di Vittorio Nocenzi, tastierista del Banco (insieme alla PFM incisero per la Manticore, etichetta personale del trio) che si sofferma sul lato umano di musicisti con cui ebbe la fortuna di suonare ma anche di condividere esperienze. Ricordi belli e da tenere e stretti perché Keith (dal 10 marzo 2016) e Greg (dal 7 dicembre dello stesso anno) non ci sono più.

EL&P per chi scrive sono l’entusiasmo della gioventù, una band fondante di tanti ascolti a venire. Sono stati loro ad aprire paesaggi sonori incredibili ad un adolescente di provincia, spingendolo a conoscere tanta altra musica. Sono stati l’amore musicale a prima vista e il primo ascolto consapevole, su una cassetta C90 con il primo album omonimo da un lato (1970, proprio cinquant’anni fa) e Pictures at an Exhibition (1971) dall’altro, la loro rilettura rock di Mussorsgkij. Non un nastro ideale per avvicinare ragazzine, ma straordinario per farsi trasportare su territori di fantasia sonora incredibile condivisi con veri amici, appoggiare malinconie personali, trovarsi in cima al mondo anche quando le cose non giravano bene.

Fabio Rossi, giornalista musicale di lunga esperienza, ne scrive con partecipazione ma senza fanatismo, evitando in modo quasi anglosassone aggettivi roboanti ed entusiastici, analizzando una musica complessa e comunque in grado di dare emozioni, cercando la vera essenza di una band dal valore storico fondamentale, ma anche indagando le ragioni umane di scioglimenti (EL&P nascono perché a Emerson stavano stretti i Nice e a Lake i King Crimson, mica roba da poco), litigi, scontri di personalità, conflitti di ego e rappacificazioni.

Un libro che si legge con piacere, pieno di notizie ma anche di aneddoti, corredato da un’interessantissima discografia commentata, consigliatissimo a chi vuole addentrarsi in un pazzo e fantastico mondo di organi hammond presi a coltellate, mostri corazzati dal volto di armadillo, rivisitazioni classiche, fughe di pianoforte, diavolerie elettroniche e ballate romantiche.
Ma sopra a tutto questo, la musica: grandiosa, onnivora, elettrizzante e, allora come oggi, fonte sonora di emozioni, amore e (volontà di) potenza.

Paolo Redaelli

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