Io, gucciniano mai pentito e l’ultimo album del maestro

Che senso ha oggi un disco di cover di Francesco Guccini, come questo “Note di viaggio”? Soprattutto se l’artista è ancora in vita. La domanda mi è frullata...

Che senso ha oggi un disco di cover di Francesco Guccini, come questo “Note di viaggio”? Soprattutto se l’artista è ancora in vita. La domanda mi è frullata in testa subito alla notizia dell’uscita del disco, meritava una risposta.

La BMG ci ha creduto e ha fatto le cose in grande. La presentazione del disco, lo scorso 14 novembre in zona Porta Romana a Milano, ne è stata la testimonianza. Da gucciniano di lungo corso, non potevo certo mancare, come non ho mancato di pormi delle domande. 

Pubblico delle grandi occasioni con la sala stipatissima dal gotha della stampa italiana, assenza sentita quella del critico musicale Riccardo Bertoncelli, poco affettuosamente citato (per i pochi che non lo sapessero) nella celebre “L’Avvelenata”, qui rivista da Manuel Agnelli e Mauro Pagani, mentre Mario Luzzatto Fegiz spiccava in prima fila.

Mi ricordo che la presentazione dell’album “L’ultima Thule”, quello sì possiamo definirlo l’ultimo del cantautore modepavabolognese (pensarlo di questo sarebbe un errore madornale) anche se divisa in due tranche, era stata molto meno affollata.

Forse senza la presenza di Francesco non ci sarebbe stato tutta questo eco di stampa. Guccini, nonostante l’età, il passo un po’ incerto dovuto anche ai problemi di vista, appare molto lucido e non lesina oltre ai soliti aneddoti sulla sua vita, anche accenni al suo primo concerto all’estero in terra elvetica, che dovrà raccontare nei dettagli visto l’ilarità che gli ha provocato nel ricordarlo. Ci sono poi altre chicche, severe critiche a certi personaggi della politica e i loro atteggiamenti intolleranti verso chi ha sofferto per la deportazione e la reclusione nei campi di concentramento nazisti, “Per queste mie affermazioni verrò attaccato sui social, ma tanto io lì non ci sono e non mi interessa”. 

Una nota anche sulla copertina dell’album che rappresenta tutti gli interpreti su un barcone, l’opera è di TVboy, street artist siciliano. L’originale si può trovare sotto il ponte di Via Libia a Bologna, ennesimo gesto di empatia e solidarietà nei confronti di persone che rischiano la vita nella speranza di un’esistenza  migliore.

Guccini note di viaggio

L’impressione è che Guccini sia stato costretto a cantare un pezzo (Natale a Pavana) per far sì che il disco avesse un vero senso ed ottenesse riscontri di vendite anche se i colleghi che cantano i suoi brani sono di tutto rispetto. Purtroppo la peculiarità dei brani di Guccini fa sì che i pezzi perdano il loro significato nell’interpretazione di altri cantanti, il suo incedere non è uello di un cantante bensì di un amico che ci racconta episodi, favole o sogni di vita quotidiana e il paragone con altri non regge. Le sue non sono canzoncine o storie mascherate, sono spaccati di vita, denunce e riflessioni sulla propria vita.

Questo non vuol dire che l’impegno della casa discografica e di Mauro Pagani, deus ex machina del progetto, siano da sottovalutare, però non si riesce a capirne il senso, se non quello di avere sul mercato un facile regalo natalizio che con pochi soldi ti risolva un problema verso parenti dal passato con l’eskimo ai quali, altrimenti, regaleresti una cravatta.

Però nel disco c’è una questa interpretazione del Guccio di Natale a Pavana, una sua poesia precedentemente pubblicata e magistralmente musicata da Pagani che impreziosisce l’album. Sentirlo nuovamente cantare ti riempie il cuore di emozioni.

Francesco Guccini è un patrimonio per tutta l’Italia, ricordo che ha anche ricevuto voti per la Presidenza della Repubblica. Il solo pensiero che un giorno non potrà più essere coscienza nazionale non può che rattristarmi.

Guccini note di viaggio
Guccini note di viaggio

Purtroppo l’età avanza per tutti, e nel brano inedito si sente l’arrancare canoro del maestrone. Tra l’altro, come già avvenuto per “L’ultima Thule”, la montagna è andata da Maometto, anzi da Francesco refrattario ormai da anni agli studi di registrazione. Se per l’ultimo album era stato assemblato uno studio di registrazione nel vecchio mulino di Chicon, appartenente alla famiglia Guccini da tempo immemore, questa volta è stata la cucina del vate ad ospitare questa performance.

Malgrado tutte queste riflessioni, alla fine mi sono comprato sia il cd, in versione deluxe, che il vinile. A testimonianza del fatto che i fan possono resistere a tutto tranne che alle tentazioni.

Non ci resta che sgranare la tracklist dell’album uscito in diversi formati e in confezioni speciali.

Guccini note di viaggio
Guccini note di viaggio
  1. Natale a Pavana (inedito)Francesco Guccini
  2. Auschwitz – Elisa
  3. Incontro – Ligabue
  4. Scirocco – Carmen Consoli 
  5. Stelle – Giuliano Sangiorgi 
  6. Tango per due – Nina Zilli 
  7. Vorrei – Brunori Sas 
  8. Canzone quasi d’amore – Malika Ayane 
  9. Quattro stracci – Francesco Gabbani 
  10. Canzone delle osterie di fuori porta – Luca Carboni e Samuele Bersani
  11. Noi non ci saremo – Margherita Vicario
  12. L’avvelenata – Manuel Agnelli e Mauro Pagani

Giorgio Baratto

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