Neal Casal (1968-2019), il cantautore che diventò chitarrista

Addio anche a Neal Casal, poco più che cinquantenne, bravo cantautore americano noto agli appassionati come chitarrista di Ryan Adams e di Chris Robinson Brotherhood. Nato a Denville...

Addio anche a Neal Casal, poco più che cinquantenne, bravo cantautore americano noto agli appassionati come chitarrista di Ryan Adams e di Chris Robinson Brotherhood. Nato a Denville (New Jersey) il 2 novembre 1968, strano caso di cantautore fattosi poi chitarrista per altri, percorso inverso a quello seguito da molti colleghi.

Tutto comincia con una copia di Exile on The Main Street dei Rolling Stones regalatagli a tredici anni insieme ad una chitarra. Allora Neal decide che quella è la sua strada. Si fa conoscere nel 1995 con Fade Away Diamond Time, un esordio che gli procura recensioni favorevoli, fusione di americana e country rock. In pieno tour promozionale, però, la Zoo Records lo scarica. Lui non si perde d’animo, produce un disco acustico a basso budget (Rain, Wind and Speed, significativamente per la “Buy or Die Records”) e poi sigla un contratto con la Glitterhide per cinque album. Uno dei quali, Basement, viene nominato da Mojo disco “americana” dell’anno 1999. Suona con Benmont Tench degli Heartbreakers e con Jeff Hill e Dan Fadel dà vita al gruppo Hazy Malade, tre album all’attivo.

E’ il 2005 quando Ryan Adams, incontrato per caso, lo chiama a far parte dei suoi Cardinals. Con l’autore di Gold rimane fino al 2011 e registra cinque dischi. Quindi entra a far parte della “fratellanza” di Chris Robinson in fuga dai Black Crowes. Il suo ultimo album solista è del 2012, Sweeten The Distance. Nel 2007 ha collaborato anche con Willie Nelson per il suo Songbird.

Scompare un cantautore significativo e personale, non sempre baciato dalla fortuna, che per vivere di musica ha accettato la parte di comprimario, partecipando comunque a dischi importanti. La storia recente della musica americana si ricorderà sicuramente di lui, noi siamo pronti a fare altrettanto?

Paolo Redaelli

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