La scala per il paradiso dei Norge, intervista e report del concerto alla Cavea

Alla Cavea del Maggio Musicale Fiorentino anche quest’anno, lo scorso giovedì 27 giugno, è andato in scena un esperimento molto interessante e coraggioso, inaugurato tre anni fa con...

Alla Cavea del Maggio Musicale Fiorentino anche quest’anno, lo scorso giovedì 27 giugno, è andato in scena un esperimento molto interessante e coraggioso, inaugurato tre anni fa con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino: Norge, eccellente tribute band, ha riproposto alcuni tra i grandi classici dei Led Zeppelin con l’eccezionale accompagnamento di un’orchestra sinfonica; quest’anno ad affiancare Meille & co. è stata la Nuove assonanze, formata da giovani professori di orchestra affiancati da solisti di prestigio e diretta dal M° Alan Freiles Magnatta. Un concerto dedicato soprattutto, ma non solo, ai fan dei Led Zeppelin, con l’esecuzione di brani storici come “Immigrant song”, “Whole lotta love”, “Moby Dick”, accanto a pezzi meno convenzionali. Questa data ha anche inaugurato il palinsesto di concerti dell’estate 2019 per il teatro a cielo aperto del Maggio Musicale Fiorentino (da segnalare Calexico e Iron & Wine in concerto Giovedì 25 luglio 2019 – ore 21.00 -).

(Norge

Sul podio il maestro Stefano Maccagno, pianista e compositore che ha curato anche gli arrangiamenti orchestrali.

I Norge sono ottimamente capitanati da circa un ventennio dal cantante fiorentino Iacopo Meille (Tygers of Pan Tang, General Stratocuster & The Marshals, Cut’n’Blade, Damn Freaks). Gli altri elementi sono il chitarrista Francesco Bottai, Alex Raimondi alla batteria, Luca Raddi alle tastiere e James Henry Downes al basso. Il concerto è durato due ore e ha soddisfatto anche i palati più fini. A fine performance abbiamo fatto una chiacchierata con Iacopo Meille, voce – e che voce! – dei Norge e Francesco Bottai, chitarrista toscano di lungo corso (La Forma srl / Strange Fruit / Radio Raheem / Anhima / Macchina Ossuta / Articolo 31 / Hogs / Seldon…).

Iacopo, come potremmo descrivere questa serata? Cosa c’è di nuovo rispetto al concerto passato?
Guarda, a prima vista può sembrare una semplice replica di quello che abbiamo fatto ormai nel 2016, tre anni fa all’interno del Maggio musicale. In realtà però è un’esperienza completamente nuova perché è vero che ci siamo di nuovo noi, è vero che è di nuovo coinvolto il Maestro nonché orchestratore Stefano Maccagno, ma la novità è che abbiamo suonato accompagnati da un’orchestra completamente nuova, cioè l’Orchestra Nuove assonanze del Maestro Alan Magnatta e che è composta dai migliori talenti, giovani per lo più, che suonano in ambito classico nell’area toscana. Questa orchestra ha aggiunto qualcosa di nuovo alle partiture, che non sono state le stesse di tre anni fa, perché è stato aggiunto un nuovo brano.

Francesco, cosa significa per un chitarrista rock come te suonare con un’orchestra sinfonica?
Suonare un repertorio come quello degli Zeppelin con un orchestra sinfonica non è impresa facile, perché lo spirito delle rock band 70’s e specialmente il loro, ch’è stato pionieristico, includeva oltre ad un eccellente interplay basato sull’improvvisazione, un’ovvia e conseguente oscillazione sul tempo di esecuzione e sulla dinamica. Tutto ciò è stato sempre l’approccio fondamentale che i Norge han fatto loro per eseguire il repertorio Zeppelin, mantenendo però, sempre, la nostra personalità musicale.

Vi ritenete una classica tribute band?
No, affatto, nel senso che non abbiamo mai preso in considerazione l’idea di scimmiottare pose, abbigliamento, e tanto meno la pedissequa riproduzione delle parti originali in toto, io, per esempio, da quando entrai nella band undici anni fa, ho studiato sulle partiture full score le varie sovraincisioni di chitarre sui vari brani scegliendo personalmente a gusto mio i vari passaggi che ritenevo più funzionali alla mia tecnica strumentale e la mia personalità, senza tener conto di come Jimmy Page le suonasse dal vivo, e sulla maggior parte dei soli improvviso ogni sera, a parte quei pochi soli come “Stairway to Heaven” e “Whole Lotta Love”, dove mi sento obbligato a riprodurre più fedelmente possibile le splendide frasi originali, mentre Jimmy Page anche su questi storici licks si poteva permettere di improvvisarli totalmente. 

Iacopo, sei felice di esserti esibito in una location bella e prestigiosa come questa?
Moltissimo, è stato un onore, perché la Cavea del teatro del maggio è uno spazio bellissimo che è stato molto importante per Firenze perché è stato utilizzato per concerti memorabili, come quello di Damien Rice o quello di Chris Cornell a cui ho assistito qualche anno fa. Per conto mio ci ho visto anche uno dei concerti più belli e inaspettati della mia vita, cioè il concerto di Jonathan Wilson, che conoscevo appena e mi è stato consigliato dall’amico Jacopo Carcasci dei Jack & The Delivery men. È stato un concerto che mi ha stregato completamente anche perché la Cavea ha un’acustica sensazionale, meravigliosa, anche solo per questo sono stato felice di aver cantato qui.

Francesco, dicevi che questa non è stato certo un’impresa semplice per voi…
Per niente. C’è la difficoltà di tornare tre passi indietro, essere più quadrati possibile, eliminare qualsiasi tipo di improvvisativi fuori programma, oscillazioni sul tempo, accelerazioni soprattutto, ed essere più fedeli possibile alle parti originali, per non vanificare la scrittura degli arrangiamenti orchestrali originali scritti da Stefano Maccagno sulle registrazioni edite dagli Zeppelin, e per facilitare l’esecuzione insieme ad un’orchestra sinfonica, che leggendo tot battute scritte per ogni strumento deve per forza trovare un punto d’incontro nella direzione di tutto l’insieme.

Immagino però che sia stato emozionante per una band come la vostra…  
Certo, l’emozione di dedicarsi ad un progetto musicale così ambizioso è grande, e la soddisfazione della riuscita ancora di più, proprio per l’approccio completamente diverso all’esecuzione perdiamo ogni libertà d’esecuzione e improvvisazione, ma nonostante lo stress di infilarsi in una struttura scritta da cima o fondo, la soddisfazione è ancor più grande, perché la scrittura originale degli arrangiamenti sinfonici rende comunque il nostro tributo orchestrale agli Zeppelin unico.

 

Set List:

  • Immigrant Song
  • Ramble On
  • Tangerine
  • Since I’ve Been Loving You
  • The Rain Song
  • Ten Years Gone
  • Moby Dick
  • Babe, I’m Gonna Leave You
  • House of the Holy
  • Kashmir
  • Stairway to Heaven
  • Whole Lotta Love
  • Rock’n’Roll

Elisa Giobbi

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