Bologna canta Claudio Lolli con Luca Carboni, Marina Rei, Cesare Basile and friends (pt.1)

Luca Carboni, Marina Rei, Cesare Basile e molti altri ancora, al Cinema Teatro Galliera di Bologna per rendere omaggio alla grande arte di Claudio Lolli, scomparso un anno...

Luca Carboni, Marina Rei, Cesare Basile e molti altri ancora, al Cinema Teatro Galliera di Bologna per rendere omaggio alla grande arte di Claudio Lolli, scomparso un anno fa. E’ giusto e bello che la sua città si ricordi, con questo primo memorial, di un autore “coerente e lucido”, come lo ha definito il sassofonista Nicola Alesini, presente insieme a tanti compagni di avventure per celebrarlo attraverso le sue canzoni. Ieri la prima serata, oggi la seconda di questo tributo a sfondo benefico, il ricavato andrà infatti alla Fondazione che porta il suo nome.

Si parte con Paolo Capodacqua, chitarra pizzicata da tanti anni al fianco di Lolli e splendida voce, che intona Quando la morte avrà mentre sullo schermo aleggiano immagini di Claudio, poi insieme alla band degli Zingari Felici esegue Anna di Francia, punteggiata dal sax di Danilo Tomasetta e dal flauto di Alberto Pietropoli. Per Ho visto anche degli zingari felici, la canzone che lo lanciò nel 1976, con quell’intro di sax così anomalo per un cantautore, salgono sul palco Luca Carboni e Riccardo Sinigallia che la rivisitarono nel 2008 con il placet dello stesso Lolli. E poi il livornese Marco Rovelli canta La giacca e Giulio Casale, con la sua gestualità teatrale interpreta Il grande freddo, affermando che “Claudio non è morto, è vivo” e indicando il cielo lassù.


Viaggio e Distanza sono affidate ad Erica Mou, bella voce e pochi vocalizzi, una lezione per molte cantanti di oggi, poi ecco il Lolli “personale e politico” di Agosto, sulla strage della stazione di Bologna, resa con il giusto pathos da Andrea Parodi. “Dita” è impreziosita da Marina Rei con la sua voce soul, Pierpaolo Capovilla è essenziale in Io ti racconto poi Flaco Biondini, chitarrista di Francesco Guccini canta due bellissimi brani dedicati al cinema per un album concept che non vide mai la luce: l’ironia romantica di Ballando con una sconosciuta, ripresa dal Maestrone di Pavana nel suo Quello che non..(1990) e La fine del cinema muto, suggestiva e quasi profetica, inclusa dall’autore in Claudio Lolli del 1988.

Marina Rei (ph. Stefano Nieri)
Marina Rei (ph. Stefano Nieri)
Mancando all’appello Lo Stato Sociale (Lodo a letto con la febbre, ma dovrebbe farcela per la seconda side) è ancora Casale a salire sul palco per Primo maggio di festa. Cesare Basile introduce le prime dissonanze, con chitarra e loop station su La morte della mosca, livida e dark, poi Milena Mingotti si prende applausi con Canzone scritta sul muro e soprattutto Nessun uomo è un uomo qualunque. Chiusura affidata ancora a Paolo Capodacqua, con Tomassetta maestro di cerimonie, che interpreta benissimo la poesia asciutta di Viaggio di ritorno con il suo fingerpicking e Andrea Pellegrini al piano, poi alla band si uniscono Barbara Manfredini (piano) e Mario Manfredini (batteria) per la canzone che dà il titolo al tributo, Vorrei farti vedere la mia vita.

Al termine tutti insieme sul palco: Felice Del Gaudio (basso), Pasquale Morgante (tastiere) e Lele Veronesi (batteria), Roberto Soldati (chitarra e armonica), backing band del concerto insieme a Roberto Costa (basso) che fu con Lolli dagli inizi. Stasera un’altra tornata di bellissime canzoni, con guest come Angela Baraldi, Emidio Clementi, Il Parto delle Nuvole Pesanti e tanti altri.

Paolo Redaelli

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