Intervista a Eleonora Rossetti. A Libri in Valle arriva la fantascienza nostrana

Dopo aver intervistato due delle ospiti della prima tappa di Libri in Valle (Rosa Teruzzi e Miriam Briotti), oggi andremo a conoscere Eleonora Rossetti, autrice di Chimera, quello...

Dopo aver intervistato due delle ospiti della prima tappa di Libri in Valle (Rosa Teruzzi e Miriam Briotti), oggi andremo a conoscere Eleonora Rossetti, autrice di Chimera, quello che si potrebbe definire un thriller fantascientifico mozzafiato.

Eleonora Rossetti, oltre a essere scrittrice, è anche musicista, appassionata di giochi di ruolo dal vivo e, soprattutto, d’informatica, il suo pane quotidiano. Inizia a pubblicare nel 2015 con NeroPress, portando alla luce Damnation, un romanzo darkfantasy scritto a quattro mani con Luigi De Meo. Ne segue, con La Corte Editore, Il cacciatore di ombre. Chimera è il suo ultimo libro, sempre con questa casa editrice.

Ce lo presenti brevemente.

Chimera è ambientato nell’America del 2031. Jonathan Sniper, un giornalista d’assalto alla perenne ricerca di uno scoop, viene involontariamente coinvolto in una serie di strani avvenimenti, e si ritroverà una coscienza artificiale nel cervello. Per uscire da quell’incredibile e pericolosa situazione dovrà districare l’intera ragnatela di intrighi in cui è rimasto invischiato, pur sapendo che non potrà fidarsi di nessuno, nemmeno di se stesso.

Quali sono gli autori che la ispirano maggiormente?

Sono molto “onnivora”, ce ne sono tantissimi, difficile fare una scelta precisa. Di sicuro Stephen King ha inciso tantissimo sulla mia formazione. Le opere di Tolkien mi hanno insegnato il concetto di epicità e anche Joe Abercrombie mi ha molto ispirato con il suo stile di scrittura così d’impatto.

Segue un metodo preciso di scrittura o si fa guidare dal momento?

Sono metodica e rigorosa, ai limiti del maniacale. Annoto ogni idea, ogni frase d’effetto su un blocco appunti o su un registratore. Prima ancora di mettermi a scrivere, compilo una scaletta e mi faccio un’idea precisa della dramatis personae: non devo mai perdere di vista i miei personaggi, se voglio dar loro una voce unica. Ovviamente lo studio degli argomenti (es. nanotecnologie per Chimera) hanno la priorità e quindi mi capita di passare mesi a studiare prima ancora di scrivere il prologo. Ho le cartellette piene di mappe, di schizzi sugli ambienti in cui si svolgono le vicende. Gli appunti li scrivo tutti a mano; il libro lo scrivo ovviamente al pc. Lavoro dove posso, anche nei bar: a casa, strano a dirsi, scrivo solo di sera. Ho un vizio assurdo: ogni trama deve avere il suo block notes personale.

Quanta parte ha la musica nella sua scrittura? La ascolta mentre scrive?

È fondamentale. Preparo sempre una playlist che mi aiuta a focalizzare il ritmo delle scene. Raramente scrivo in silenzio (succede solo in biblioteca). Porto sempre con me il lettore mp3 e persino quando cammino in strada ascolto la musica e mi immagino le scene da scrivere. Praticamente “scrivo” ogni momento, pur soltanto nella testa, anche quando sembra che mi stia svagando.

Che libri ha letto/riletto di recente?

Ho appena terminato “Sorge un impero” di Michael J. Sullivan, un fantasy, e sto per iniziare “La fine di tutte le cose” di China Mieville. Purtroppo non sto leggendo al ritmo che vorrei: in questo periodo, la scrittura assorbe tutto il mio tempo libero.

Ha un consiglio da dare ad un aspirante autore?

La prima cosa che consiglio è leggere. Tanto. Di tutti i generi. Non limitarsi alla moda del momento, ma esplorare più autori possibili, anche e soprattutto nostrani. Uno scrittore non potrà mai definirsi tale se non ha un bagaglio di letture alle spalle. Leggere aiuta a focalizzare meglio i ritmi di una storia, a stimolare l’immaginario, a evolvere il proprio stile di scrittura. Dopodiché, inutile dirlo, scrivere. E scrivere sempre, sforzandosi di farlo ogni giorno. Magari iniziare con i racconti prima di cimentarsi con qualcosa di più impegnativo come un romanzo. I corsi di scrittura sono sempre utili; partecipare a dei concorsi vi permetterà invece di ricevere dei feedback che non siano quelli di amici e parenti. Mettetevi in gioco e non peccate di arroganza: non scriverete un capolavoro al primo colpo, nessuno ce la fa. Di conseguenza, il consiglio più prezioso: siate umili. Nessuna opera è esente dai difetti, nessuna. Fate tesoro delle critiche costruttive, perché aiutano a migliorarsi, e siate severi voi per primi con il vostro lavoro. Scrivere è un’attività solitaria, che richiede un impegno perenne, ma posso assicurare che la costanza sarà infine premiata.

Eleonora sarà presente a Libri in Valle nelle seguenti date:

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