Intervista a Miriam Briotti. L’autrice sondriese che mixa viaggi, azione e mistero in un unico romanzo

Libri in Valle, festival itinerante della provincia di Sondrio, non porterà nelle diverse cittadine soltanto autori ospiti provenienti da altri luoghi, ma farà conoscere soprattutto scrittori locali. Una...

Libri in Valle, festival itinerante della provincia di Sondrio, non porterà nelle diverse cittadine soltanto autori ospiti provenienti da altri luoghi, ma farà conoscere soprattutto scrittori locali. Una di queste è Miriam Briotti, autrice sondriese, che ha esordito nel 2017 con la Newton Compton, pubblicando “Il mistero della cattedrale“. Dopo il successo di quest’opera prima, ha proseguito con quella che lei ama definire “la trilogia del mistero“, con un secondo volume: “Il mistero dell’isola di ghiaccio“.

Una delle cose che spiccano nei suoi romanzi è la conoscenza dei luoghi e delle tematiche trattate. Miriam Briotti ha nelle vene, infatti, il sangue della viaggiatrice. Da anni gestisce il blog “amareviaggiarescrivere” dove racconta di tutti i posti da lei visitati. In quest’intervista ci parla un po’ di sé:

Come definirebbe il genere del suo libro?

Un thriller alla Miriam! Il libro non racchiude solo l’adrenalina tipica di un romanzo thriller, ma è una miscela esplosiva (nel vero senso della parola vista la natura di alcune scene) di azione, vicende amorose, psicologia dei personaggi e narrativa di viaggio. Quest’ultimo aspetto caratterizza la narrazione in quanto sono un’incallita viaggiatrice ed è dai luoghi visitati che trovo ispirazione. Descrivendoli in maniera approfondita mi sembra di riviverli. E spero di farli ‘sognare in 3D’ anche ai lettori.

Ce lo presenti brevemente.

In questo romanzo continuano le avventure di Elena e Carlisle. Ne ‘Il mistero della cattedrale’ li avevate lasciati avvolti dai fiocchi di neve nel Somerset inglese, all’ombra delle trecento statue incastonate nella facciata della meravigliosa cattedrale di Wells. Proprio lì, dove le vicende del mio primo thriller erano iniziate, per poi vagare nel sud-ovest dell’Inghilterra, decollare verso New York e infine atterrare a Londra.

Elena e Carlisle sono tornati ne ‘Il mistero dell’isola di ghiaccio’ insieme a nuovi personaggi. Stavolta però sono gli affascinanti paesaggi nordici a fare da sfondo alle loro vicende: l’Islanda con i suoi ghiacci, i vulcani, le lande desolate e le cascate impetuose è la protagonista assoluta. Scoprendola in un viaggio, ho compreso quanto le forze della natura possono essere forti e devastanti, ma nel contempo meravigliose e creatrici. Questo si riversa nel libro. Una penna USB infatti contiene i risultati del lavoro del giovane scienziato scomparso, Jason Gunnarsson: le prove dell’esistenza di una fonte di energia inesauribile. Arianna Dini ne viene in possesso e comincia così la sua odissea per consegnarla al professore Carlisle Higgins. La paura di essere seguita non è soltanto una spiacevole sensazione, perché verrà trascinata in un inseguimento mortale.

Quali sono gli autori che la ispirano maggiormente?

Vi stupirà sapere che il mio primo amore è il fantasy: J.K.Rowling con la saga di Harry Potter e Philip Pullman autore de ‘La bussola d’oro‘. Amo i grandissimi e intramontabili Wilbur Smith e Ken Follet, e mi piacciono molto anche i romanzi di Dan Brown. Trovo affascinanti alcuni libri di Danielle Steel come ‘Zoya‘ e divertenti quelli di Karen Swan, l’autrice di ‘Un diamante da Tiffany’. Diciamo che mi piace leggere di tutto un po’, comprese tantissime guide di viaggi.

Segue un metodo preciso di scrittura o si fa guidare dal momento?

Probabilmente la formazione tecnica influenza il mio modo di scrivere perché prima di iniziare un romanzo butto giù una scaletta da seguire. Poi però il lato fantasioso ed emozionale prevale, allora cancello, aggiungo, stravolgo, semplifico e approfondisco personaggi e vicende, lasciandomi trasportare dalle migliaia di idee che mi frullano in testa.

Quanta parte ha la musica nella sua scrittura? La ascolta mentre scrive?

In macchina e al mattina mentre faccio colazione ascolto la radio. A volte anche la sera con mio figlio balliamo al ritmo delle hit del momento: è divertente ed è un’ottima ginnastica! Se vado in bicicletta, e voglio darmi la carica, infilo una auricolare per sentire le mie canzoni preferite. In questo momento della vita la musica per me è solo questo. Quando scrivo ho bisogno di silenzio: caro e preziosissimo silenzio. Con un bimbo piccolo per casa il silenzio è più prezioso di un diamante da 100 carati.

Che libri ha letto/riletto di recente?

Ho riletto ‘Nel bianco‘ di Ken Follet, un thriller ambientato nella meravigliosa Scozia, e letto ‘Questa non è l’America‘ di Alan Friedman per crearmi un’idea sul contesto socio-economico del popolo americano di oggi.

Ha un consiglio da dare ad un aspirante autore?

Non posso certo dare consigli visto che non mi ritengo una scrittrice. Sono soltanto una persona, come tantissime altre, a cui piace dare forma alle proprie idee, ma purtroppo non lo fa per vivere. A tutti, soprattutto ai bambini e ai ragazzi, dico di aprirsi a ogni genere di lettura, di essere curiosi e di non temere di esprimere le proprie idee, sempre ovviamente rispettando gli altri.

Vi ricordiamo che Miriam sarà presente al festival Libri in Valle nelle seguenti date:

 

 

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