Intervista a Rosa Teruzzi. L’autrice sarà ospite alla prima tappa di Libri in Valle

Ormai mancano pochi giorni al festival letterario Libri in Valle. Questa prima edizione della rassegna itinerante, che percorrerà tutta la provincia di Sondrio, partirà da Chiavenna sabato 27...

Ormai mancano pochi giorni al festival letterario Libri in Valle. Questa prima edizione della rassegna itinerante, che percorrerà tutta la provincia di Sondrio, partirà da Chiavenna sabato 27 aprile, alle 20:00 presso il Palazzo Pretorio. Valtellinarte e l’autore Gabriele Dolzadelli, hanno messo insieme una squadra di scrittori, tra ospiti e locali, che racconteranno storie di ogni genere, dal giallo alla fantascienza, toccando il romanzo storico, il thriller e l’avventura.

In questa prima tappa, oltre alla musica di Bleu Klein, saranno presenti le autrici valtellinesi: Eloisa Donadelli (Le voci delle betulle, Sperling&Kupfer), Eleonora Rossetti (Chimera, La Corte Editore) e Miriam Briotti (Il mistero dell’isola di ghiaccio, Newton Compton).

Ospite d’onore sarà invece Rosa Teruzzi, esperta di cronaca nera e caporedattrice della trasmissione televisiva Quarto Grado. La scrittrice, che vive e lavora a Milano, ha pubblicato per Sonzogno una serie di romanzi gialli che vedono come protagonista Libera, una fioraia detective che vive in un casello ferroviario ristrutturato. In quest’occasione parlerà del terzo libro della serie: “Non si uccide per amore“. Presto, inoltre, avremo modo di vedere l’uscita del quarto, prevista per il 9 maggio, con “Ultimo tango all’Ortica“. Le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla meglio:

Come definirebbe il genere del suo libro?

È una commedia gialla ambientata a Milano con protagoniste tre donne (mamma, nonna e figlia) che vivono in un vecchio casello ferroviario nella zona dei Navigli. Una parte della storia si svolge anche a Colico, il paese di cui sono originari i genitori della mia protagonista e con cui lei ha un forte legame sentimentale.

Ce lo presenti brevemente.

Dopo aver risolto, nei due romanzi precedenti (“La sposa scomparsa” e “La fioraia del Giambellino”), i casi di due sue clienti, Libera si decide ad affrontare un giallo che la riguarda da vicino: l’omicidio di Saverio, il marito poliziotto, avvenuto 22 anni prima e per il quale non è mai stato trovato il colpevole. Con l’aiuto dell’eccentrica madre, Iole, e vanamente osteggiata dalla figlia Vittoria, la fioraia-detective approderà a una verità scomoda e molto più vicina di quanto credeva.

Parallelamente all’indagine, il romanzo segue anche le vicende private e sentimentali delle tre donne del casello: Libera, contesa tra due corteggiatori, Vittoria, legata in segreto a un pregiudicato e Iole, una settantenne post hippie fautrice dell’amore libero.

Quali sono gli autori che la ispirano maggiormente?

E’ una domanda davvero impegnativa perchè, prima che una scrittrice, sono una lettrice onnivora e compulsiva. I miei modelli (inarrivabili) sono i classici, non soltanto quelli di genere.

Sogno di possedere la pungente leggerezza di Jane Austen, il genio delle trame di Dumas, la capacità di creare atmosfere di Simenon, lo spessore dei personaggi di Balzac . E la voce amara di Giorgio Scerbanenco.

Segue un metodo preciso di scrittura o si fa guidare dal momento?

Purtroppo ho poco tempo per scrivere con la necessaria concentrazione. Questo mi obbliga a essere metodica e stakanovista. Di solito, penso alla trama di un romanzo e ai suoi personaggi tutto l’anno, nei viaggi in treno o in metropolitana o mentre corro, al mattino. Poi scrivo d’estate, durante le vacanze, di getto, lavorando tutto il giorno. Il mio luogo della scrittura è un vecchio casello ferroviario che mio marito ha ristrutturato, a Colico.

Quanta parte ha la musica nella sua scrittura? La ascolta mentre scrive?

Mentre scrivo, nel mio studio, c’è silenzio. Ma la musica fa parte dei miei romanzi e ispira molte pagine. Nell’ultimo, è espressamente citata la canzone di JannacciFaceva il palo nella banda dell’Ortica” e la scena sentimentale più importante è “montata” su un brano di De Andre’, il “Valzer per un amore”.

Che libri ha letto/riletto di recente?

Nella mia borsa, ora, c’è la raccolta di racconti di Cecilia LavopaNoir all’improvviso”, perfetta per i viaggi in metrò. Sul mio comodino “La confraternita dei giardinieri” di Andrea Wulf , un volume delizioso che racconta le avventure di botanici, agricoltori, mercanti e giardinieri che nel Settecento si sparpagliarono per il mondo alla ricerca delle specie botaniche che avrebbero poi prodotto il cosiddetto “giardino all’inglese”. Sullo scaffale dei libri “da leggere subito” almeno un centinaio di titoli aspettano il loro turno, ma c’è un romanzo che è IL ROMANZO per me. L’ ho riletto la settimana scorsa, per una presentazione. Si tratta de“Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, una storia potente e visionaria che indaga sulle radici del male che cresce dentro di noi. È un libro magico, l’ho citato anche nell’ultima avventura di Libera.

Ha un consiglio da dare ad un aspirante autore?

Come diceva Richard Bach: “Uno scrittore professionista è un dilettante che non ha mollato”.

Non credo di essere in grado di dare lezioni a nessuno, ma, se proprio devo, il mio consiglio è: leggere moltissimo e poi scrivere storie che ci piacerebbe leggere. E naturalmente essere autocritici (cosa semplicissima per chi legge molto, perche’ il confronto tra il proprio lavoro e quello dei maestri è spesso sconsolante).

 

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