Aspettando “Il Trono di Spade”, tra poco in tv

Era il 17 aprile 2011 quando venne trasmessa la prima puntata de Il Trono di Spade sul canale HBO. Fu subito un enorme successo, che portò nel mondo...

Era il 17 aprile 2011 quando venne trasmessa la prima puntata de Il Trono di Spade sul canale HBO. Fu subito un enorme successo, che portò nel mondo un nuovo fenomeno di tendenza, alla pari dell’universo di Star Wars e di altri franchising molto noti. Non che la storia fosse nuova di pacca. I libri da cui è stata tratta la serie, “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, di George R.R.Martin, erano già in circolazione da quindici anni (il primo fu pubblicato nel 1996) ed erano conosciuti da chi bazzicava il fantasy. La cassa di risonanza causata dalla serie, però, ha fatto sì che diventasse uno dei pilastri di questo genere, sia letterario che televisivo, affiancando il colosso de “Il signore degli anelli” di Tolkien.
Eppure, Tolkien e Martin non possono essere più diversi. Se il primo fissò dei canoni a cui gli scrittori successivi si ispirarono (come le figure mitologiche norrene: elfi, orchi, nani, goblin e troll), il secondo ne pone di nuovi, abbandonando il clima fiabesco per uno più medievale, umano, crudo e violento.
Forse è stato anche questo a portare successo alla serie, ossia una ventata di novità in un ambiente che rischiava di diventare ripetitivo, macchietta di qualcosa che era impossibile da replicare.
Martin utilizza linguaggi forti, mette a nudo gli aspetti più immorali e beceri dell’umanità, ponendo al centro della sua storia la sete di potere che attanaglia la maggioranza dei protagonisti. Sì, perché si parla di molteplici personaggi che si alternano in un giro di giostra, portando lettori e spettatori a dividersi in tifoserie, a causa di un confine tra bene e male discutibile e labile.
Ma c’è anche un ulteriore aspetto che ha tenuto incollati milioni di persone alla trama dello scrittore inglese: l’imprevedibilità.

Da sinistra a destra: Cercei Lannister (Lena Headei), Tyrion Lannister (Peter Dinklage), Jon Snow (Kit Harington) e Daenerys Targaryen (Emilia Clarke).

Martin pare si diverta a fare affezionare le persone ai suoi protagonisti, per poi farli morire nel peggiore dei modi, seguendo delle regole del contrappasso tutte sue. In molti ricordano con angoscia l’episodio delle “Nozze Rosse” o la decapitazione del primo personaggio tanto amato (di cui non facciamo il nome). Tutti possono morire, proprio a causa di questa danza nel Gioco del Trono che tiene i lettori/spettatori con il fiato sospeso.
Questa serie, però, ha trovato con il tempo il proprio tallone d’Achille. Difatti, l’ultimo libro scritto da Martin ambientato nell’universo di Westeros, è stato pubblicato nel 2011 (anno in cui è uscita la serie televisiva). Il romanzo si intitola “A Dance with Dragons” e nella scaletta dello scrittore risulta essere il quinto volume su sette preventivati. Questo ha permesso agli sceneggiatori di avere materiale solo fino alla quinta stagione della serie televisiva, dovendo poi arrangiarsi per le successive due, pur avvalendosi della consulenza di Martin.
Ed è qui che la storia ha perso le proprie caratteristiche fondamentali.
Difatti, quando hai fra le mani un prodotto che vale milioni di dollari, seguito da altrettante milioni di persone, e sei così prossimo alla fine della storia, diventa difficile compiere delle scelte coerenti con quelle fatte fino a quel momento e accontentare allo stesso tempo la massa. Si rischia di cadere, quindi, in un fenomeno che viene chiamato fanservice, ed è quello che accade per Il Trono di Spade.
Si può notare come, dalla sesta stagione in avanti, lo si avverta nell’aria, con personaggi positivi che diventano improvvisamente immuni a situazioni disperate, la presenza del Deus Ex Machina, la love story tra Jon Snow e Daenerys Targaryen, solo per citare alcuni esempi.
Tutto ciò ha portato aspre critiche da parte di quella fetta di pubblico che era molto legato alla linea originaria, così come da parte di quei lettori infastiditi dall’improduttività dello scrittore e dal ritardo dell’uscita degli ultimi due volumi.
Eppure, nonostante questo, la curiosità su come vada a finire la serie televisiva è molto alta. Tutti attendono con trepidazione l’uscita dell’ultima stagione che, ricordiamo, avverrà il 14 aprile. Gli attori parlano di un finale dolceamaro. Sarà realmente così? Lo scopriremo tra poco.

 

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