1969, l’anno della Luna e di Woodstock che ha cambiato il rock

Il 30 gennaio 1969 i Beatles salivano su un tetto a Savile Row per un concerto a sorpresa che sarebbe stata la loro ultima apparizione dal vivo. Qualche...

Il 30 gennaio 1969 i Beatles salivano su un tetto a Savile Row per un concerto a sorpresa che sarebbe stata la loro ultima apparizione dal vivo. Qualche settimana prima, il 12 gennaio, era uscito un disco con un dirigibile in fiamme in copertina, esordio di un gruppo chiamato Led Zeppelin, di cui si conosceva il solo Jimmy Page che era diventato famoso con gli Yardbirds. Tramontava il suono pettinato dei Fab Four e nasceva l’hard rock, tumultuoso ed irruente come lo Sturm und Drang.

Gli Who avrebbero pubblicato in maggio un’ opera rock su Tommy, un ragazzino sordo muto e cieco che diventa un mago del flipper e poi un messia dei giorni nostri. In luglio i Rolling Stones avrebbero dato l’addio a Brian Jones, con un grande concerto a Hyde Park, presentando il nuovo chitarrista Mick Taylor.
Ad agosto, un mese dopo i primi passi dell’uomo sulla Luna, ci sarebbe stato Woodstock, celebrazione collettiva dell’era di “pace amore e musica” mentre qualche mese più tardi Altamont con la sua tragedia avrebbe chiuso il capitolo. I tre giorni di Woodstock avrebbero lanciato definitivamente i Santana che stavano perfezionando la loro esaltante miscela di rock, blues e ritmi latini.

Il 1969 è stato un anno cruciale per il rock. Si può dire che gli anni Settanta siano realmente cominciati allora. Finiva l’era beat ed iniziava qualcosa di nuovo, salivano alla ribalta gruppi e artisti che avrebbero dominato il decennio successivo. Come i King Crimson che, con il loro folgorante primo album gettavano le basi del prog a venire. Come i Led Zeppelin, che di LP ne avrebbero pubblicati addirittura due, utilizzando la numerazione progressiva invece del titolo, come avrebbero fatto poi i Chicago. Come gli Who, che c’erano già prima e sarebbero diventati fortissimi dopo.

Era vicina al tramonto, oltreoceano, la storia dei Doors, che in quell’anno uscivano con il poco omogeneo The Soft Parade. Un Jim Morrison sempre più stanco di fare la rockstar e desideroso di essere considerato un poeta anziché un clown da palcoscenico, prendeva le distanze dal gruppo. Anche Lou Reed era vicino alla fine del cammino con i Velvet Underground che pubblicavano senza John Cale il terzo album. Bob Dylan era andato a suonare a Wight ma non a Woodstock, troppo vicino a casa. Usciva il secondo disco di The Band, l’album marrone dal suono antico e saggio che avrebbe influenzato molti altri a venire. Jimi Hendrix (in quell’anno niente album per lui) voleva portare la sua musica oltre i confini del conosciuto, scavalcando i confini del rock, ma non sapeva che non avrebbe avuto il tempo per farlo.

I Pink Floyd pubblicavano l’album più sperimentale di tutti, Ummagumma. Frank Zappa incideva Uncle Meat con i Mothers of Invention e Hot Rats da solista. Avventura solitaria anche per Janis Joplin, stella di Woodstock vicina al tramonto.
Il rock si divideva in mille direzioni, rivoli di un fiume che continuava a scorrere imperterrito, malgrado si cominciasse (già allora) a decretarne la fine. Ciò che era stato semplice, quasi primitivo, si complicava fino a comprendere influenze diverse, la classica, il jazz, il blues primigenio, il folk. L’Inghilterra produceva i Genesis, i Traffic, gli Yes, i Jethro Tull, i Deep Purple. Nel Sud degli States esplodeva il rock semplice e ruspante dei Creedence Clearwater Revival, ma anche il blues complesso e jazzato della Allman Brothers Band.
In quello stesso anno In A Silent Way di Miles Davis poneva le basi del jazz-rock, in quell’album suonano John McLaughlin, Herbie Hancock, Chick Corea, Wayne Shorter e Joe Zawinul.

Keith Emerson abbandonava i Nice per fondare con Greg Lake e Carl Palmer il primo supertrio a fondere classica, rock e molto altro ancora. Così come un’altra sigla, CS&N, cominciava a radunare tre songwriter dalle voci cristalline e dalle chitarre anche stridenti come David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash a cui si sarebbe poi aggiunto Neil Young che in quell’anno pubblicava Everybody Knows This Is Nowhere, a stabilire le coordinate di una musica in bilico tra ballate e sfuriate elettriche.

Nel 1969 i Quicksilver Messenger Service pubblicavano Happy Trails, disco dal vivo che conteneva un’intera facciata dedicata alla rivisitazione di un classico del rock and roll come Who Do You Love di Bo Diddley, trasformata in una cavalcata negli acidi spazi interstellari già popolati da gente come Grateful Dead (anche per loro un album monumentale dal vivo come Live/Dead, mentre Aoxomoxoa in quello stesso anno li proiettava verso il folk) e i Jefferson Airplane, già in parabola discendente con le fiamme di Volunteers. Un certo Rod Stewart abbandonava i Faces per il suo primo album da solista.

Questo lo scenario, entusiasmante, di cinquant’anni fa. Un 1969 di pietre miliari, dischi che avrebbero segnato la storia e che ancora oggi suonano attuali e fanno scuola, mezzo secolo dopo.
Come fece, ispirandosi alle esplorazioni spaziali, un giovane David Bowie con la sua Space Oddity in cui il folk esplode in una sinfonia di colori alieni. Insieme a Whole Lotta Love, questo brano avrebbe cambiato la percezione della musica. Avrebbe cambiato tutto.

Paolo Redaelli

SAVE THE DATE

12 gennaio: Led Zeppelin I
17 gennaio: Soul’69 – Aretha Franklin
5 febbraio: Goodbye – Cream
7 marzo: From Genesis to Revelation – Genesis
29 marzo: Happy Trails – Quicksilver Messenger Service
marzo: The Velvet Underground – Velvet Underground
9 aprile: Nashville Skyline – Bob Dylan
21 aprile: Uncle Meat Frank Zappa & Mothers of Invention
28 aprile: Chicago Transit Authority – Chicago
1 maggio: Last Exit – Traffic
03 maggio: Stand! – Sly & The Family Stone
14 maggio : Everybody Knows This Is Nowhere – Neil Young
23 maggio: Tommy – The Who
29 maggio: Crosby, Stills & Nash
20 giugno: Aoxomoxoa – Grateful Dead
21 giugno: Deep Purple – Deep Purple
25 luglio: Yes – Yes
30 luglio: In a Silent Way – Miles Davis
01 agosto: Stand Up! – Jethro Tull
agosto: Blind Faith – Blind Faith
03 agosto: Green River – Creedence Clearwater Revival
30 agosto: Santana – Santana)
settembre: Nice – The Nice
settembre: Boz Scaggs – Boz Scaggs
11 settembre: I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama! – Janis Joplin
22 settembre: The Band – The Band
26 settembre : Abbey Road – The Beatles
10 ottobre: In The Court of The Crimson King – King Crimson
10 ottobre: Hot Rats – Frank Zappa
22 ottobre : Led Zeppelin II
novembre: Volunteers – Jefferson Airplane
novembre: An Old Raincoat Will Never Net You Down – Rod Stewart
04 novembre: The Allman Brothers Band
04 novembre: Space Oddity – David Bowie
7 novembre : Ummagumma – Pink Floyd
10 novembre: Live/Dead – Grateful Dead
5 dicembre: Let it Bleed – Rolling Stones

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