A Milano si spengono le Luci Della Centrale Elettrica

Luci blu soffuse, un giovane uomo barbuto su uno sgabello e una mano che batte sulla coscia, un’elegante e composta band nell’ombra. Questa è la fotografia dell’intimo spettacolo...

Luci blu soffuse, un giovane uomo barbuto su uno sgabello e una mano che batte sulla coscia, un’elegante e composta band nell’ombra. Questa è la fotografia dell’intimo spettacolo che Vasco Brondi ci ha regalato lunedì dieci dicembre nella nobile cornice dell’Auditorium di Milano. Immagine animata da parole e musica coinvolgenti.

Il cantautore è magistralmente accompagnato da Rodrigo D’Erasmo al violino, Andrea Faccioli alle chitarre, Gabriele Lazzarotti al basso, Daniela Savoldi al violoncello e Anselmo Luisi alle percussioni, i quali creano un tappeto sonoro attuale, ispirato al mondo intero e che mescola nord e sud, est e ovest, rock e pop, ritmi africani e canti arabi. Tuttavia sono sempre i testi a risaltare. Quello di Vasco infatti è un cantautorato rivolto ai suoni del mondo, desideroso di scoprire e farsi contaminare.

Per più di due ore il songwriter ferrarese ripercorre la sua carriera dal 2008 al 2018. Dieci anni di canzoni che si intrecciano tra Le Ragazze Stanno Bene e Amandoti, omaggio ai suoi CCCP, punti di riferimento. Frequenti sono gli intermezzi con racconti di commoventi e talvolta molto divertenti aneddoti personali e letture di poesie di Bolano. Soluzione che aveva suscitato alcuni timori all’artista al momento della programmazione dello spettacolo, ma alla fine apprezzata dal pubblico, per lo più suo coetaneo e comunque giovane (Brondi scherza dicendo che molti di loro dieci anni fa avevano dieci anni).

Elemento caratterizzante delle Luci è il saper mischiare cultura alta e bassa: dai “drammi shakesperiani” (così le presenta) Macbeth Nella Nebbia e C’Eravamo Abbastanza Amati, all’intensa 40 km accompagnata al pianoforte dal valente Rodrigo, forse il momento di massima emozione del live prima del set chitarra e voce intimo e confidenziale, che ci riporta alle atmosfere nostalgiche della provincia emiliana.

La band si ricongiunge per eseguire La Terra, L’Emilia, La Luna,  Ti Vendi bene,  Stelle Marine e Chakra impreziosite dai passi di danza sul palco tra i musicisti della talentuosa Ilaria Quaglia a rendere ancora più eclettico uno show molto curato in ogni particolare: musica, scrittura, suoni e arrangiamenti.

“Quando ho iniziato ero un ragazzino, son cresciuto all’interno delle Luci e credo che questo processo sia giunto alla fine. E’ venuto il momento di una nuova esperienza da solo.” Dice Vasco, che, prima di concludere suonando l’ultima Questo Scontro Tranquillo a microfoni spenti seduti a bordo palco, ci regala una chiusura toccante leggendo alcuni ricordi dei momenti più belli della sua parabola musicale presenti sul booklet dell’antologia appena pubblicata. Saluta e ringrazia gli spettatori attenti e silenziosi, qualità rara e non scontata sottolineata dallo stesso, lasciandoci in attesa che riaccenda l’interruttore, magari di nuova luce.

Manuel Toppi

Setlist: Coprifuoco/Qui/Le Ragazze Stanno Bene/I Destini Generali/Un Bar Sulla Via Lattea/Moscerini/Macbeth Nella Nebbia/Quando Tornerai Dall’Estero/Amandoti/Cara Catastrofe/Walz Degli Scafisti/40 Km/C’Eravamo Abbastanza Amati/La Gigantesca Scritta COOP/Per Combattere L’Acne/La Terra, L’Emilia, La Luna/Ti Vendi Bene/Stelle Marine/Chakra/A Forma Di Fulmine

Encore: Piromani/Mistica/Nel Profondo Veneto/Questo Scontro Tranquillo

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