Due o tre cose che ho visto (e ascoltato) del MEI 2018

MEI 2018 è Giordano Sangiorgi, il patron che ventiquattro anni fa, in un piccolo centro dell’Emilia, ebbe l’idea di realizzare questa mostra mercato della musica indipendente, diventando presto...

MEI 2018 è Giordano Sangiorgi, il patron che ventiquattro anni fa, in un piccolo centro dell’Emilia, ebbe l’idea di realizzare questa mostra mercato della musica indipendente, diventando presto un punto di riferimento per tutto il paese. Sangiorgi che spiega in una breve intervista a Musiclike.it il senso dell’iniziativa, traccia prospettive future e avverte: “Il trap non è il male assoluto, anzi”.

MEI 2018 è tanta musica dal vivo, in piazza del Popolo. A partire dai celebrati e acclamatissimi Zen Circus, forse il gruppo che più in Italia rappresenta la parabola ascendente dal culto indie al favore delle masse, da un cantautore storico come Edoardo Bennato (il più rock d’Italia, checché se ne dica) fino a tanti emergenti. Dal MEI sono partiti gente come Afterhours, Baustelle, La Crus, per fare solo qualche nome. Questo palco è una speranza per molti, anche se uno su mille ce la fa.

MEI 2018 è anche un corso di critica musicale per giornalisti che si rivela una delusione pressoché totale. Premesse interessanti, realizzazione debole. Giornalisti che invece di addentrarsi negli aspetti tecnici, come sarebbe richiesto ad un’iniziativa del genere, promuovono le loro cose, cadono nell’accademismo, si autocitano con un reducismo anche fastidioso. Unico intervento stimolante quello di Fabrizio Galassi che ha spiegato ai giornalisti come muoversi bene tra Google, Facebook, Twitter ed Instagram. Per il resto, MEI sta a ca’, ha commentato un amico.

MEI 2018 è la bellissima mostra di manifesti dell’era beat che un appassionato come Gianni Siroli (autore di diversi libri in materia, tra cui “Romagna Balerina”) ha esposto a Palazzo delle Esposizioni, uno spaccato degli “indie” di una volta, che oscillavano tra le balere del liscio e la ribellione del rock. Manifesti dai colori psichedelici, pop art allo stato puro nel vero senso del termine.

MEI 2018 sono decine e decine di eventi sulla musica. Difficile seguirli tutti, anche per le concomitanze, per forza di cose bisogna operare delle scelte.

MEI 2018 sono tanti vinili e libri in piazza, bancarelle da dragare trovandovi cose preziose. Sono scappato prima di prosciugare, ancora una volta, il portafoglio.

Paolo Redaelli

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