A Roma la commemorazione in musica della Rivoluzione Russa

La Rivoluzione Russa fu un evento storico destabilizzante dell’intero assetto politico europeo. Essa fu un punto di riferimento imprescindibile per i movimenti socialisti e comunisti dei paesi dell’occidente...

La Rivoluzione Russa fu un evento storico destabilizzante dell’intero assetto politico europeo. Essa fu un punto di riferimento imprescindibile per i movimenti socialisti e comunisti dei paesi dell’occidente industrializzato ed un modello ideale per la lotta anti-colonialista di molti paesi afro-asiatici per tutto il XX secolo. Con la rivoluzione russa entrò sul proscenio della storia del Novecento il primo Stato socialista che, in breve tempo, diventò una potenza mondiale contribuendo a tracciare il nuovo ordine mondiale dopo il crepuscolo dell’egemonia europea.

Yuri Bashmet, il più illustre virtuoso di viola dei nostri giorni, e i Solisti di Mosca, la prodigiosa orchestra da camera da lui fondata e diretta, ricorderanno il centesimo anniversario della rivoluzione di ottobre, martedì 14 marzo , in prima esecuzione romana, presso l’Aula Magna dell’Università “La Sapienza”. Non si tratterà di una celebrazione retorica del centenario. Gli artisti offriranno al pubblico una panoramica di quattro dei più importanti compositori del periodo sovietico, che spesso si trovarono in aperto contrasto con il regime subendo discriminazioni ed esponendosi a non pochi rischi. Si tratta di Sergej Prokof’ev, Dmitrij Šostakovič, Georgij Sviridov e Alfred Schnittke.

Le musiche scelte da Bashmet sono di autori che non accettarono affatto i dettami culturali imposti dal realismo socialista. La Sinfonia da camera op. 110 a di Šostakovič è la trascrizione per piccola orchestra del Quartetto n. 8, dedicato “alle vittime del fascismo e della guerra”, non alle vittime di una parte sola, ma a tutte le vittime, come chiariscono queste parole del compositore: “Provo eterno dolore per coloro che furono uccisi da Hitler, ma non sono meno turbato nei confronti di chi morì su comando di Stalin”. Non è sicuramente un’opera “di regime” nemmeno il Concerto “For Three” di Schnittke, scritto per Bashmet stesso e per due altri grandi strumentisti, Kremer e Rostropovich, che vivevano in esilio, come il compositore stesso. Si ascolteranno, inoltre, le Visions fugitives op. 22 di Prokof’ev e la Sinfonia da camera op. 14 di Sviridov risalente proprio ai tragici anni in cui in Europa infuriava la guerra, scritta nel 1940, quando l’autore era appena venticinquenne. Il programma sarà arricchito dalla prima esecuzione a Roma di Preludio, Presto e Lamento di Silvia Colasanti, compositrice segnalatasi sulla scena internazionale, che ha scritto diversi lavori su richiesta di  Yuri Bashmet e a lui dedicati.

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