Il “Rinascimento elettronico” di Bill Viola, genio della video art

Dal 10 marzo al 23 luglio 2017 la Fondazione Palazzo Strozzi presenta al pubblico Bill Viola (New York, 25 gennaio 1951) artista statunitense, fra i più apprezzati  nell’ambito...

Dal 10 marzo al 23 luglio 2017 la Fondazione Palazzo Strozzi presenta al pubblico Bill Viola (New York, 25 gennaio 1951) artista statunitense, fra i più apprezzati  nell’ambito della videoarte. “Rinascimento elettronico” è il titolo della grande retrospettiva che celebra questo maestro della videoarte contemporanea, in inglese video art: un innovativo linguaggio artistico imperniato sulla creazione e riproduzione di immagini mediante strumentazioni video. Bill Viola, particolarmente legato a Firenze, iniziò la sua carriera studiando arte tra il 1969 e il 1973 alla Syracuse University di New York. Vi conseguì la laurea nel 1973 in Visual e Performing Arts. Tra il 1973 e il 1974 partecipò ad una mostra collettiva realizzando dodici videotape, cinque installazioni sonore e dieci installazioni video. Nel 1975 espose per la prima volta le sue opere a due mostre internazionali: la biennale dei Giovani di Parigi e la biennale del Whitney Museum of Art.

In un percorso espositivo unitario tra Piano Nobile e Strozzina la mostra fiorentina ripercorre, attraverso splendide esperienze di compenetrazione tra spazio, immagine e suono, la carriera dell’artista, dalle prime sperimentazioni degli anni settanta fino alle grandi installazioni successive al Duemila.

Approfondendo spiritualità, esperienza e percezione Viola si è posto come fine di indagare l’umanità: persone, corpi, volti sono le comparse essenziali delle sue opere, contraddistinte da uno stile poetico e decisamente simbolico in cui è l’uomo ad interagire con forze ed energie della natura. Nella cornice rinascimentale di Palazzo Strozzi si genera una singolare sintonia tra antico e contemporaneo attraverso un inconsueto confronto diretto delle opere di Viola con quei capolavori di grandi maestri del passato che sono stati per lui fonte di ispirazione contrassegnandone l’evoluzione del linguaggio. La speciale relazione tra Bill Viola e Firenze si è voluta celebrare proprio attraverso questa mostra. È nel capoluogo toscano, infatti, che l’artista ha iniziato la sua carriera nel campo della videoarte quando, tra il 1974 e il 1976, è stato direttore tecnico di art/tapes/22, centro di produzione e documentazione del video. Il rapporto di Viola con la storia e l’arte è valorizzato attraverso importanti collaborazioni con musei e istituzioni quali il Grande Museo del Duomo, le Gallerie degli Uffizi e il Museo di Santa Maria Novella a Firenze, ma anche con le città di Empoli e Arezzo.

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