Gli anni d’oro dello Studio 54 a New York

È la sera del 26 aprile 1977 e nella 54esima strada di Manhattan sta per aprire uno dei locali che hanno segnato la storia della musica e della...

È la sera del 26 aprile 1977 e nella 54esima strada di Manhattan sta per aprire uno dei locali che hanno segnato la storia della musica e della televisione, lo Studio 54. Risorto dalle ceneri di un vecchio studio televisivo della CBS, una delle più famose emittenti americane, lo Studio 54 viene fondato da Steve Rubell e Ian Schrager e nasce come una discoteca, ma diversa da tutte le altre. Già dalla serata dell’inaugurazione, si capisce che l’intenzione dei due soci e imprenditori è quella di creare una sorta di “monastero” della musica: la sera del 26 aprile a presenziare all’evento troviamo infatti personaggi del calibro di Mick Jagger, in compagnia della moglie Bianca, Liza Minelli e Donald e Ivana Trump.

Da quella sera, per i successivi tre anni, Studio 54 diventa il corrispettivo del nostro Piper: ogni sera, centinaia di persone formano una fila chilometrica davanti al locale cercando di entrare per incontrare qualche star. E certo non è difficile trovare qualcuno di famoso: ci sono sere in cui si presenta Andy Warhol, altre in cui si esibiscono i Beatles e i Rolling Stones; non è impossibile trovare Michael Jackson che balla in pista insieme a Diana Ross. 

Non mancano poi spettacoli a tema particolarmente osé, stravaganti e provocatori. Nessuno si stupisce se vengono trovate due persone mezze nude in sella ad un cavallo in pista o se vengono visti soggetti in travestimenti degni del miglior carnevale di Rio de Janeiro; per non parlare delle scenografie, che molto spesso ritraggono immagini che alludono all’uso di sostanze stupefacenti. Lo scopo è quello di scioccare il pubblico e l’intera città di New York.

Credits: www.designplayground.it/

Nello Studio 54, star e persone comuni si mischiano, fino a rendere totalmente superfluo l’utilizzo delle etichette sociali. Ed è proprio questa l’intenzione di Rubell e Schrager: creare la festa più grande del mondo, dove celebrità e comuni mortali si incontrano, ballano insieme e si scordano dell’esistenza del mondo esterno per una notte, quel mondo che molto spesso ti inghiotte e ti fa desiderare di essere qualcun altro, probabilmente lo stesso Jackson che ora balla a due metri di distanza da te.

Steve Rubell con Michael Jackson e Steven Tyler
Credits: www.nydailynews.com

La festa più grande del mondo, però, ha una fine ingloriosa: nel 1980, Rubell viene arrestato per possesso di droga e frode al fisco; a quel punto il locale viene venduto. Con la nuova gestione rimane aperto fino al 1986, quando viene chiuso e riadattato a teatro, ancora esistente. 

Diana Ross in console (1980)
Credits: www.nydailynews.com/
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