Aki Kaurismäki incanta la Berlinale 2017 con “L’altra faccia della speranza”

“L’altra faccia della speranza” presentato alla Berlinale 2017 è il poetico film di Aki Kaurismäki, regista nato ad Orimattila, nella regione del Päijät-Häme, nella tipica campagna finlandese, il...

L’altra faccia della speranza” presentato alla Berlinale 2017 è il poetico film di Aki Kaurismäki, regista nato ad Orimattila, nella regione del Päijät-Häme, nella tipica campagna finlandese, il 4 aprile 1957.  Si tratta di una pellicola accattivante, dolce, e spesso molto divertente come nello stile dell’autore finlandese. Il cineasta affronta in questo caso i temi della solidarietà e dell’immigrazione con il suo prezioso occhio indagatore. Già nel 2011 Aki Kaurismäki era uscito con il toccante “Miracolo a Le Havre”.

L’opera del regista finlandese unisce poesia e disincanto, ottimismo e disillusione e con The other side of the hope, girato in 35millimetri, per la prima volta è in concorso per la Finlandia al Festival di Berlino. Scena cult del film è, senz’altro, quella dell’incipit che introduce i due protagonisti affatto diversi tra loro. Khaled (Sherwan Haji), che fuggito da Aleppo, spunta da un mucchio di carbone, dove si è nascosto in una nave cargo appena approdata ad Helsinki e Wikström che, nella sua triste casa, è pronto ad un atto risolutivo: lasciare la moglie. L’ex venditore di camicie lo fa senza parole, alla maniera finlandese. Prima mettendo giù le chiavi di casa sul tavolo per la moglie e poi, quasi per rafforzare la sua risoluzione, separandosi anche dall’imbarazzante fede nuziale. Khaled finisce quindi per incontrare un uomo più anziano, una sorta di metafora dell’Europa, Wikström (Sakari Kuosmanen), che ha dato via lo stock di camicie, si è giocato a poker il ricavato e con la vincita ha comprato il locale di periferia dove tenterà di migliorare gli affari con improbabili conversioni a cucine esotiche. Il protagonista è un antieroe dalla disincantata bontà: un giocatore d’azzardo, uno che ha vissuto molto e che a un certo punto ha preso la decisione della vita. Aprire un ristorante che all’inizio era tipicamente finlandese, diventa sushi per poi passare alla cucina indiana: una labile identità, sicuramente multietnica. “E’ un crimine contro l’umanità quello che sta facendo l’Europa verso i migranti. Solo la Merkel, tra i politici, sembra interessata oggi alla sorte dei rifugiati. E questa non è una dichiarazione politica” ha asserito Kaurismäki. The other side of the hope è già tra i favoriti per l’Orso d’oro e sarà nelle sale italiane dal 6 aprile.

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