I 90 anni di Juliette Gréco

Un viaggio nella memoria, la canzone che è una finestra aperta nel buio, il profumo di un istante: può bastare per ricordare la nascita di Juliette Gréco (Montpellier,...

Un viaggio nella memoria, la canzone che è una finestra aperta nel buio, il profumo di un istante: può bastare per ricordare la nascita di Juliette Gréco (Montpellier, 7 febbraio 1927). Il padre era còrso di origini italiane, Gerard Gréco, e la madre di Bordeaux, attivista della resistenza. Nel 1946 Juliette si trasferì nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés a Parigi dopo che la madre aveva lasciato il paese per l’Indocina assieme alla marina francese. La Gréco si diede ad una perseverante bohème diventando la Musa ispiratrice degli esistenzialisti. Debuttò, ancora giovanissima, esibendosi come cantante nei caffè parigini di Saint-Germain-des-Prés. Ed è proprio di quel periodo la sua storia d’amore con Miles Davis uno dei più influenti, innovativi ed originali musicisti del XX secolo. 

Juliette si vestiva sempre di nero («perché è l’unico colore che mi difende e protegge, con un altro qualcuno potrebbe vedermi»), ma la sua pelle era chiarissima (Pablo Picasso diceva di lei che «si abbronzava alla luna»), ed ha avuto il privilegio, tra l’altro, di essere stata amica e confidente di Jacques Prévert, Jean-Paul Sartre, Raymond Queneau, François Mauriac, Boris Vian, Charles Aznavour. E proprio le sue frequentazioni resero possibile che il repertorio delle sue canzoni fosse caratterizzato dalla peculiarità davvero unica di basarsi su una pleiade di versi scritti da grandi poeti francesi, come Raymond Queneau (Si tu t’imagines), Jean-Paul Sartre – amico personale della cantante – (La Rue des Blancs-Manteaux), Jacques Prévert (Les feuilles mortes), testi poi trasposti in musica. C’è stata, però, una canzone che, più di tutte, è stata un momento unico: “Les feuilles mortes”… Sembra sempre di sentirla per la prima volta

Va sottolineato che Juliette fu attrice di rilievo, distinguendosi per interpretazioni note anche presso il pubblico italiano, con il famoso sceneggiato televisivo Belfagor, trasmesso dalla Rai negli anni sessanta. La passione per la saga di Belfagor l’ha accompagnata per tutta la vita, spingendola nel 2001 ad apparire in un breve cameo in “Belfagor – Il fantasma del Louvre”.

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