“Ave Maria” è il nuovo singolo di Leo Pari

Il cantautore romano torna con una nuova canzone e un nuovo videoclip. Si tratta di “Ave Maria”, terzo singolo estratto da “Spazio”, album pubblicato ad aprile dell’anno scorso...

Il cantautore romano torna con una nuova canzone e un nuovo videoclip. Si tratta di “Ave Maria”, terzo singolo estratto da “Spazio”, album pubblicato ad aprile dell’anno scorso (se ne volete sapere di più trovate la recensione qui). Il video della nuova canzone di Leo Pari è stato diretto da Matteo Serafini in collaborazione con Sara Riscica ed è un viaggio per immagini attraverso la frammentazione dell’Io dove il volto di Leo Pari si scompone, si sdoppia e assume sempre nuove forme mischiandosi con quello di un bambino. 

Sul significato della canzone lo stesso  Leo Pari  ha detto questo sulle pagine di Rockit.it:

“Ave Maria” è una canzone fortemente autobiografica. Le scuole elementari e medie trascorse in un istituto di suore e poi parte delle superiori presso i fratelli Lasalliani hanno fatto in modo che crescessi inevitabilmente in contatto con un ambiente dai forti valori cristiani e liturgici, con i quali non sono mai riuscito ad omologarmi, e che anzi hanno generato in me un forte orientamento laico.

“Ave Maria” può essere considerato il mio personale ciclo dei vinti, le strofe accompagnano passo passo la mia crescita biologica. È la storia di un ragazzo che per ogni età, come tutti, ha avuto i suoi problemi esistenziali: dal senso di inadeguatezza da bambino si passa alla timidezza adolescenziale, le prime gioie date dall’avvicinanento alla musica vanno di pari passo con la graduale consapevolezza della morte e della caducità del corpo. E ancora un teenager un po’ ribelle che scopre certi vizi troppo presto, che poi da adulto si scontrerà con la difficoltà di trovare una collocazione nel mondo del lavoro, sentendo di essere sprecato a fare “miracoli” in un call center.

A tutto questo si aggiunge la realtà circostante, frenetica, malata, legata a doppio filo con una religione che è speranza ma allo stesso tempo causa di guerre, di strumentalizzazioni perpetrate per secoli. La religione è potere, è infimamente utilizzata dalla Chiesa per generare sensi di colpa, per controllare le coscienze, può salvare ma ci devi credere, se no non vale. Ed è da qui che si genera l’immagine di questa povera madonna piena di graffi, abbandonata da alcuni e sfruttata da altri, simbolo di qualcosa di positivo nelle premesse ma poi sciupata dall’ingordigia umana, così dal piano del sacro si scivola velocemente nella materialità del profano.

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