Qualcuno ha pensato di rifare i Pink Floyd in latino

Potrebbe il latino essere usato per cantare i brani dei Pink Floyd quali The Wall, The dark side of the moon, The division Bell oppure – e questo...

Potrebbe il latino essere usato per cantare i brani dei Pink Floyd quali The Wall, The dark side of the moon, The division Bell oppure – e questo potrebbe essere più naturale – il De vita Iulii Agricolae, un’opera dello storico Tacito?
In Finlandia è stato Jukka Ammondt, professore di latino finlandese, a tradurre nella lingua di Virgilio niente meno che Elvis Presley, registrando dal 1995 diversi album con il repertorio del Re del Rock . In Italia ci ha pensato Silvia Zaniboni, già chitarrista di Bobby Solo, insieme alla professoressa dell’Ariosto di Ferrara Valeria Casadio e all’editore di Agenda Res, Nicola Di Cristofaro.

I musicisti di Ferrara hanno trasformato brani noti come “Money” nella parola latina Pecunia, e la professoressa Casadio ha annunciato l’uscita di un album per fine 2017 dove verranno suonate le canzoni che i più fortunati hanno già potuto sentire live.

Il progetto, composto dai musicisti Chiara Scaglianti alle tastiere, Carlo Perri al sax e chitarra, Filippo Dallamagnana alla batteria, Michele Dallamagnana al basso, Nicola Scaglianti alla voce e Silvia Zaniboni alla chitarra solista, è stato l’unico a ricevere il benestare direttamente dai Pink Floyd.

Da un’altra prospettiva, il sassofonista e compositore napoletano Daniele Sepe,  collaboratore della band napoletana 99 Posse, ha realizzato un brano, preceduto dalla traduzione in italiano (prima strofa), tratto da De vita Iulii Agricolae, un’opera dello storico Tacito, che è un passo del discorso che Calgàco, uno dei capi dei Britanni, rivolge ai suoi soldati, prima dello scontro decisivo con i Romani guidati da Agricola presso il monte Graupio, nell’odierna Scozia, alla fine del I sec. d.C., sotto l’impero di Domiziano.
Calgàco si scaglia con durezza contro l’imperialismo romano. La memorabile frase Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant è stata utilizzata anche in epoca contemporanea per denunciare la politica imperialista delle grandi potenze o ogni azione bellica. L’espressione è stata ripresa, ad esempio, dopo quasi due millenni, dalla propaganda dei pacifisti all’epoca della guerra sostenuta dagli Stati Uniti contro il Vietnam (1964-75).

Difficile definire la musica che nel mondo ha già utilizzato il latino, sempre in bilico tra reggae, folk, world music, jazz, rock, fusion, blues, musica classica. Ma è di sicuro un esperimento di valore.

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