La storia di Aeham Ahmad, il pianista siriano che suona contro le bombe

La musica di un pianoforte, a volte, può essere più forte dei fischi stordenti dei missili che precipitano o delle bombe che esplodono nelle zone di guerra. Lo...

La musica di un pianoforte, a volte, può essere più forte dei fischi stordenti dei missili che precipitano o delle bombe che esplodono nelle zone di guerra. Lo testimonia la storia di Aeham Ahmad che il 6 gennaio torna in Italia dopo l’eccezionale debutto, lo scorso Novembre, in provincia di Parma per il Barezzi Festival.

Classe 1989, pianista. Lavorava nel negozio di strumenti musicali di suo padre, violinista non vedente. Portava il suo pianoforte in strada con un carretto e cantava per la gente stremata dall’assedio delle truppe di Assad, dai jihaidisti, dai bombardamenti e dalla fame. Aeham Ahmad divenne “il pianista di Yarmuk”, campo profughi alle porte di Damasco. I video che lo ritraggono suonare sui cumuli di macerie fanno il giro del mondo e tutto il mondo conosce la sua storia.


Ma il giorno del suo compleanno arrivarono i miliziani dell’ISIS e bruciarono il suo pianoforte, in quanto “haram”, “proibito” .  Aeham decise allora che era giunto il tempo di partire e percorrere le migliaia di chilometri che separano Damasco da Berlino a piedi, su ogni tipo di mezzo di fortuna e solo con uno zaino in spalla e la miseria. In Germania trovò rifugio in un vecchio motel abbandonato, dove c’era un pianoforte. Ricominciò così a fare quello che faceva a Yarmuk, a suonare e cantare per i bambini dell’esilio siriano. Dopo aver ripreso a suonare e a fare concerti è stato insignito del premio Beethoven nel 2015, per il suo impegno in favore dei diritti umani. Ha realizzato un disco nell’agosto 2016: “Music for hope”, il suo primo album composto da 18 tracce che raccontano il dramma della guerra in Siria attraverso una musica “classica”, dallo stile pienamente occidentale, armonicamente congiunta con i versi e la melodia del canto arabo. Un incontro sorprendente che si traduce in un universo musicale inedito e affascinante. La fama raggiunta da Aeham Ahmad lo ha portato ad incontrare Angela Merkel, Martha Argerich ed i giornali internazionali oggi fanno a gara per intervistarlo.

Ormai noto in tutto il mondo, Aeham Ahmad inaugurerà la sua prima tournée italiana il 6 gennaio a Locorotondo (Ba), per proseguire il 7 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 22 gennaio a Mestre, il 27 a Taranto, il 2 febbraio a Firenze e il 4 febbraio ad Aosta. Un’occasione imperdibile per conoscere e ascoltare la malinconia dell’esilio di un pianista che concepisce la musica come un’arma per costruire la speranza di un mondo diverso.

Come racconta Ahmad:

“Music for hope è dedicato al mio popolo, che vuole vivere libero ma non ha alcuna voce”.

Attualmente sta lavorando al suo secondo album e alla sua autobiografia, entrambe in uscita nel 2017.
Una storia unica e, probabilmente, al tempo stesso, simile a quella di tanti esseri umani in fuga dalla guerra, costretti a lasciare le proprie radici alla ricerca non di un futuro migliore, ma di un futuro e basta. Ahmad, per sua e nostra fortuna, quel futuro lo ha trovato. E lo ha trovato in Europa, culla di quella musica classica che ha scoperto da piccolo a Damasco e che gli ha salvato la vita.

Le date :

6/01 Locorotondo (Bari) – Locus Winter

7/01 Roma – Auditorium Parco della Musica

22/01 Mestre (Ve) – Centro culturale Candiani

27/01 Taranto – Auditorium TaTà

2/02 Firenze – Sala Vanni

4/02 Aosta – Teatro Splendor

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