Michele Campanella festeggia 50 anni di carriera con un concerto a Roma

Oggi, martedì 29 novembre,  alle ore 20:30, Michele Campanella, nato a Napoli il 5 giugno 1947 e riconosciuto come uno dei maggiori virtuosi del pianoforte del nostro tempo, festeggerà...

Oggi, martedì 29 novembre,  alle ore 20:30Michele Campanella, nato a Napoli il 5 giugno 1947 e riconosciuto come uno dei maggiori virtuosi del pianoforte del nostro tempo, festeggerà i suoi cinquanta anni di carriera con un concerto presso l’Aula Magna della Sapienza – Istituzione Universitaria Concerti. Nel mezzo secolo di attività il pianista,  allievo del maestro napoletano Vincenzo Vitale, si è esibito in tutto il mondo sia in recital solistici che in concerti con prestigiose orchestre e con direttori quali Riccardo Muti, Claudio Abbado, Zubin Mehta, Georges Prêtre, Wolfgang Sawallisch e Thomas Schippers.

Ha eseguito quasi tutte le principali pagine della letteratura pianistica, ma le sue prime affermazioni sono avvenute nel nome di Franz Liszt, di cui è tuttora considerato uno dei migliori interpreti a livello mondiale, tanto da essere stato premiato dal Ministero della Cultura ungherese e dall’American Liszt Society. Attualmente sta incidendo una serie di ben 12 cd dedicati al compositore ungherese. Campanella è stato autore della colonna sonora del film “Morte di un matematico napoletano” è un film del 1992 diretto da Mario Martone. La sua poliedrica attività lo ha anche portato in tournée insieme a Javier Girotto con un progetto su musiche di Ravel e Debussy.

Il programma scelto da Campanella per il concerto dell’Università La Sapienza di Roma va da Schumann a Musorgskij e Prokofiev. Di Robert Schumann eseguirà Papillons op. 2 e la Novelletta op. 21 n. 8, due opere giovanili, scritte a poco più di vent’anni d’età, quando videro la luce i suoi maggiori capolavori pianistici. Di Sergej Prokofiev i Racconti della vecchia nonna op. 31 del 1919, che appartengono al genere ispirato all’infanzia e alla musica popolare e prende come modelli da un lato proprio Schumann e dall’altro Modest Musorgskj, cui è dedicata tutta l’ultima parte del concerto, con i suoi Quadri di un’esposizione, una delle composizioni pianistiche più famose del secondo ottocento, ispirata ai quadri di Viktor Hartmann, amico del compositore. Oggi i Quadri si ascoltano di solito nella orchestrazione di Ravel ma è nella versione originale per pianoforte che meglio emergono le originali e geniali invenzioni di Musorgskij.

 

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