Bob Dylan non ritirerà il Premio Nobel

Sua eminenza Bob Dylan non andrà a Stoccolma a ritirare il Nobel per la letteratura assegnatoli lo scorso 13 ottobre. Dall’annuncio dell’onorificenza ad oggi è passato più di...

Sua eminenza Bob Dylan non andrà a Stoccolma a ritirare il Nobel per la letteratura assegnatoli lo scorso 13 ottobre. Dall’annuncio dell’onorificenza ad oggi è passato più di mese. Sono stati giorni pieni di silenzio in cui l’Accademia di Svezia ha cercato invano di entrare in contatto con il cantautore statunitense senza ricevere uno straccio di risposta. 32 giorni in cui Dylan è scomparso nel nulla.
Solo una breve dichiarazione rilasciata al Daily Telegraph in cui si dichiarava entusiasta ed emozionato per il premio, ma lasciava comunque dei dubbi sulla sua presenza alla cerimonia di ritiro: “Andrò se potrò”, sentenziava l’autore di “Blowin’ in the wind”.

Quel “se potrò” si è trasformato in un “grazie, ma non posso”. Proprio ieri infatti Bob Dylan ha inviato una lettera all’attenzione dell’Accademia sostenendo di non poter presenziare alla cerimonia e di non poter ritirare il premio personalmente. La giustificazione risiede in alcuni, non meglio specificati, “impegni pregressi”. 

Una scelta che lascia di stucco e che non ha precedenti nella storia del premio Nobel. E’ vero che non è certo la prima volta che il premio non viene ritirato personalmente dal vincitore, ma ci si è sempre trovati di fronte a rifiuti totali dell’onorificenza (Jean Paul Sartre nel 1964) oppure a impedimenti politici o legati alla salute: Aung San Suu Kyi (1991) e il cinese Liu Xiaobo (2010) non ritirarono il Nobel per la pace perchè in carcere; Harold Pinter (2005) e Elfriede Jelinek non si presentarono a causa di malattie molto gravi.

Questa volta non c’è un vero e proprio impedimento, ma solo un agenda troppo fitta di impegni. Dal canto suo l’Accademia di Svezia si augura che Bob Dylan tenga entro sei mesi la lectio magistralis prevista dal regolamento.

Se si fa fatica a comprendere una decisione del genere, in realtà, prendendo in prestito le parole di Gino Castaldo, si capisce come un atteggiamento del genere“è perfettamente in linea con il personaggio e coerente con le scelte di un uomo che ha deciso di essere sempre in tour anche per non lasciarsi ‘cristallizzare’, per continuare a sentirsi libero nel mondo come un perfetto sconosciuto, come una pietra che rotola”

 

 
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