Neutral Milk Hotel – “The Aeroplane Over The Sea”

“Can’t believe how strange it is to be anything at all”. Forse nessun gruppo è in grado di incarnare questa frase meglio dei Neutral Milk Hotel. La formazione prende...

“Can’t believe how strange it is to be anything at all”. Forse nessun gruppo è in grado di incarnare questa frase meglio dei Neutral Milk Hotel. La formazione prende vita nel 1989 quando Jeff Mangum inizia a registrare in via totalmente indipendente delle audiocassette; le canzoni sono estremamente sperimentali e particolari, con ampie parti parlate. In questo periodo Mangum è disoccupato e questo gli permette di dedicarsi anima e corpo alla produzione del “suo” primo disco, “On Avery Island” uscito nel 1994 per la Merge Records.
L’album è scritto interamente da Mangum e i musicisti che vi prenderanno parte sono tutti amici del cantante che avevano voglia di contribuire in qualche modo, il tutto liberamente. L’attività della band non è mai sotto i riflettori della grande fama, ma questo non li ferma da essere una forza trainante del mondo underground americano di questi anni.

Dopo la pubblicazione del primo disco, con una formazione ormai solida, il gruppo si trasferisce prima a New York dove prende parte per un po’ alla scena artistica cittadina e dopo getta l’ancora presso la città di Athens in Georgia dove Mangum e altri amici fondano la Elephant 6, un’etichetta di spicco per tutti i gruppi indipendenti. In questo clima di grandi movimento ed ispirazione esce nel 1998 “The Aeroplane Over The Sea” , sempre per la Merge Records. Questo è il vero grande capolavoro artistico dei Neutral Milk Hotel che rende al gruppo anche una certa fama arrivando alle 100.000 copie vendute; una cifra di tutto rispetto per una band indipendente dell’epoca. Il disco tratta tematiche profonde nei suoi testi, lo stesso Mangum ha affermato che durante la stesura dell’album aveva sogni ricorrenti riguardanti le vicissitudini di un’ipotetica famiglia ebrea perseguitata durante il nazismo. Tuttavia le musiche e l’aria che si respirano, vedi la title-track, “Untitled” e “Ghost” fra le altre sono attive, celebrative, quasi felici.

Il sound del gruppo è inconfondibile, una miscela stranissima di libertà assoluta coadiuvata da un gusto spettacolare li rendono riconoscibili dopo i primi cinque secondi di un pezzo. Una perla del panorama underground che non colloca la band in nessuno scenario (non è forse questa la forza dell’indipendenza?) ma che comunque ne consacra la qualità espositiva rendendola libera da macchinazioni commerciali e stereotipi di ogni livello. Una perla grezza di una qualità assoluta che vi lascerà con la voglia di ascoltare qualcosa altro di così bello. Peccato però che la band si sia sciolta qualche anno dopo. Ogni componente ha vissuto vite artistiche parallele, soprattutto il solito Mangum che ha militato in molte formazioni. Nel 2013 però, la band decide di riformarsi almeno per quanto riguarda il suonare dal vivo. Ancora niente dal punto di vista compositivo; non ci resta che aspettare e usare il tempo dell’attesa per ascoltare ancora una volta questo disco orfano di scena e quindi unico nel suo genere che è “The Aeroplane Over The Sea”.

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