Edward Hopper in mostra a Roma

A Roma, dal 1 ottobre 2016 al 12 febbraio 2017, presso il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, una mostra darà conto dell’intero arco temporale della produzione di Edward Hopper (1882-1967) il...

A Roma, dal 1 ottobre 2016 al 12 febbraio 2017, presso il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, una mostra darà conto dell’intero arco temporale della produzione di Edward Hopper (1882-1967) il più popolare e noto artista statunitense del XX secolo. Si tratta di una grande rassegna antologica senza precedenti in Italia realizzata sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento , in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta e organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York

Nato e cresciuto a Nyack una piccola cittadina nello Stato di New York, Hopper studiò prima illustrazione e poi pittura alla New York School of Art con i leggendari maestri William Merritt Chase e Robert Henri. Si recò in Europa per tre volte (dal 1906 al 1907, nel 1909 e nel 1910). Furono, però, le esperienze parigine a lasciare in lui un segno profondo e alimentarono quel sentimento francofilo che non lo avrebbe mai abbandonato anche dopo essersi stabilito definitivamente a New York, dal 1913.
Scomparso all’età di ottantaquattro anni, la sua arte è stata apprezzata sia dalla critica che dal pubblico durante la sua intera carriera. E ciò nonostante il successo dei nuovi movimenti d’avanguardia, dal Surrealismo all’Espressionismo astratto, alla Pop art.

Nel 1948 la rivista “Look” lo nominò uno dei migliori pittori americani; nel 1950 il Whitney Museum organizzò un’importante retrospettiva su di lui e nel 1956 il “Time” gli dedicò la copertina. Nel 1967, l’anno della sua morte, rappresentò gli Stati Uniti alla prestigiosa Bienal di São Paulo.
Da allora, l’opera di Hopper è stata celebrata in diverse mostre e ha ispirato innumerevoli pittori, poeti e registi. Eloquente il tributo del grande John Updike che in un saggio del 1995, definisce i suoi quadri “calmi, silenti, stoici, luminosi, classici”.

Edward Hopper – Autoritratto
self_portrait_by_edward_hopper

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