Bologna Jazz Festival: Fresu, Coleman, Holland e tanta musica senza frontiere

Si inizia con l’afrobeat dei C’Mon Tigre il 27 ottobre, si chiude con il Kronos Quartet il 19 novembre. Tanta musica di latitudini differenti nel Bologna Jazz Festival...

Si inizia con l’afrobeat dei C’Mon Tigre il 27 ottobre, si chiude con il Kronos Quartet il 19 novembre. Tanta musica di latitudini differenti nel Bologna Jazz Festival che per un mese porterà in città e non solo (anche a Ferrara e in provincia di Modena, a Castelfranco) concerti di grande qualità, nel segno di una crescente valorizzazione del territorio.

Il programma, presentato alla Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, ospite il Comune Bologna, partner insieme ad Unipol, Hera e Fondazione del Monte, offre alcune chicche imperdibili agli appassionati: Steve Coleman con il Council of Balance di 18 elementi (Teatro Duse, 14 novembre), Paolo Fresu con Uri Caine e Alborada (11 novembre, Teatro Manzoni), gli Aziza guidati da Dave Holland (8 novembre, Unipol Auditorium) e The Cookers (5 novembre, Unipol Auditorium), veterani dell’hard bop. Ma in cartellone ci sono anche il magistrale trombettista Randy Brecker con i Balaio (7 novembre al Torrione di Ferrara e 9 al Bravo Caffè), nomi storici del jazz afroamericano come il pianista Billy Harris e il contrabbassista Buster Williams. Anche i club riservano musica di grandissimo livello: il Bravo Caffè accoglie il 15 novembre il trio brasiliano degli Azymuth, la Cantina Bentivoglio offre il raffinato jazz tango del duo Daniele di Bonaventura-Giovanni Guidi. Per la prima volta entra in cartellone il Barazzo di via del Pratello, che ospita il 13 novembre il duo di percussioni tra Hamid Drake e Pasquale Mirra.

Si parte dunque con i C’mon Tigre, al Teatro Antoniano il 27 ottobre , in collaborazione con Il Covo e BPM concerti, che sonorizzano in chiave afrobeat i cortometraggi d’animazione di Gianluigi Toccafondo, in un connubio tra musica ed arti visive
Chiusura in chiave assolutamente eclettica e contemporanea, il 19 novembre all’Auditorium Manzoni con il Kronos, quartetto d’archi guidato dal violinista David Harrington che ha infranto le barriere divisorie tra gli stili musicali, con scelte che vanno dal minimalismo statunitense a Jimi Hendrix, dai classici del Novecento ad Astor Piazzolla, da Tom Waits a David Bowie, da Paul McCartney a Bjork.

Programma completo su www.bolognajazzfestival.com

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