Bugo live a Carpi: un concerto fuori dagli schemi

Tanta energia, tanto sudore, estrema sincerità con il pubblico: questa è la ricetta vincente di Bugo che regala uno show elettrico e coinvolgente in quel di Carpi Per...

Tanta energia, tanto sudore, estrema sincerità con il pubblico: questa è la ricetta vincente di Bugo che regala uno show elettrico e coinvolgente in quel di Carpi

Per fare un live del genere bisogna essere estremamente in forma. Bugo è un cantautore, senza dubbio, ma a vederlo saltare, correre, cantare e agitarsi sul palco come un ragazzino, viene da pensare che sia anche un atleta in ottimo stato di salute.
Lo show proposto all’Area Zanichelli di Carpi è una lezione di due ore su come si tiene in piedi uno show senza mai far cadere l’attenzione degli spettatori. Il pubblico sembra incantato dal magnetismo espresso dal più volte definito fantautore, che tornato dopo 4 anni di assenza, sfoga tutta la sua voglia di fare musica.

Il nuovo disco, “Nessuna scala da salire” (uscito il 15 aprile scorso per Carosello Records, ndr) sembra proprio fatto apposta per essere eseguito, o meglio, completato, nella dimensione live del concerto. La musica di Bugo sembra proprio avere la necessità di esprimersi a livello muscolare ed energico: le canzoni, tutte, acquistano maggiore peso specifico grazie alla performance dal vivo che, ripeto ancora una volta, è nel complesso eccellente.

Il concerto comincia con l’intro “Radio Bugo”, starter strumentale anche del nuovo album, che recita una e una sola frase, estremamente significativa: “Rifiuto la tua realtà e la sostituisco con la mia”. Uno slogan preciso che ci introduce nel magico mondo di Bugo. Le orecchie sono tese, la band ha fatto il suo ingresso e tutti sono pronti per scatenarsi con “Cosa ne pensi Sergio?”, singolo che ha segnato il ritorno del cantautore dal silenzio discografico. Si passa, senza interruzioni, a un classico del suo repertorio: “C’è crisi”. La canzone risulta purtroppo ancora attuale e questo la dice lunga sulla sua capacità di raccontare la realtà in maniera sintetica ed efficace e solo apparentemente scanzonata. Un po’ alla Rino Gaetano, un po’ come il primo Vasco Rossi, se proprio vogliamo trovare dei paragoni.

BUGO live Festa de l'Unità Carpi
"Cosa ne pensi Sergio?"

Pubblicato da Musiclike.it su Martedì 12 luglio 2016

BUGO live Festa de l'Unità Carpi
"C'è crisi"

Pubblicato da Musiclike.it su Martedì 12 luglio 2016

E’ la volta dunque di “Arrivano i nostri” e “Deserto”, due pezzi sicuramente energici, ma più riflessivi e con meno attitudine da hit-parade rispetto ai due brani precedenti. Resta il fatto che Bugo continua a dimenarsi atleticamente sul palco come se fosse in preda a qualche forma di catarsi. La cosa che fa più piacere, oltre alla buona esecuzione dei brani, è la voglia e la vitalità che viene trasmessa dal suo modo di stare in scena: non esistono barriere tra lui e il pubblico, ma solo un unico grande flusso di comunicazione. La band formata da Daniela Mornati alle tastiere, Michele Marelli alla batteria e Massimiliano Frignani alla chitarra elettrica è carica tanto quanto Bugo e regge benissimo l’onda d’urto generata dal cantante, anzi, a dire il vero, la amplifica notevolmente.

Si arriva al momento amarcord con “Piede sulla merda” e “Io mi rompo i coglioni”, due brani tratti dal suo terzo album del 2002, “Dal lofai al cisei”. Due perle di sincerità umana e urbana che hanno contribuito a rendere Bugo quello che è: un cantautore fuori dagli schemi che descrive situazioni quotidiane in maniera surreale. I fan della prima ora (e ce ne sono tanti) sono in delirio e cantano a squarciagola questi due inni alla decadenza.

“A noi le mezze misure non piacciono”, lo dice forte e chiaro al microfono, parlando anche a nome del gruppo. Tenendo fede al motto, si cambia pagina e ci ritroviamo ad ascoltare il Bugo più intimo e romantico che trova spazio in “Sei la donna” e “Nei tuoi sogni”, brani tratti dall’ultimo album. Canzoni da cantare delicatamente con l’accendino in mano, come si faceva una volta. Il mood viene mantenuto anche con la canzone successiva “I miei occhi vedono” (dall’album “Nuovi rimedi per la miopia” del 2011, ndr), una ballad toccante che vede l’ingresso di Enrico Pasini alla tromba: un momento di altissima intensità musicale ed emotiva.

BUGO live Festa de l'Unità Carpi
"I miei occhi vedono"

Pubblicato da Musiclike.it su Martedì 12 luglio 2016

Messo al bando il romanticismo, si passa di nuovo all’energia pura. Bugo è pronto a esplodere e lo fa con due altri classici del suo repertorio come “Casalingo” e “Ggeell”. La situazione sta per degenerare, e dopo aver accennato qualche verso di “Bollicine” di Vasco Rossi, durante l’esecuzione di “Ggeell”, Bugo lascia andare qualsiasi freno inibitorio e scende in mezzo al pubblico correndo a destra e sinistra, impazzendo letteralmente e cantando a squarciagola mentre la band mantiene una tensione elettrica tale da rendere il tutto estremamente coinvolgente.

Eccovi una testimonianza del delirio:

“Carpi capitale del rock mondiale!”, Bugo lo ripete più volte durante la sua discesa tra il pubblico. Ma proprio quando stavamo godendo di tutta la nostra galvanizzazione, ecco un altro scossone: si abbassano le luci, l’atmosfera si fa silenziosa e arriva un altro momento romantico, questa volta ancora più intimo perchè affidato ad un’esecuzione per piano e voce di “Comunque io voglio te” e “Che diritti ho su di te”.

E’ quasi arrivato il momento dei saluti, lo show va avanti da un’ora e mezza abbondante e Bugo è pronto per scatenarsi un’ultima volta con un trittico di brani da perdere il fiato: “Vado ma non so”, brano in pieno stile anni ’80 che inneggia al dinamismo sfrenato,“Me la godo”, singolo appena estratto da “Nessuna scala da salire” e manifesto contemporaneo dello stare bene, e la storica “Nel giro giusto”, tratta dal suo celebre album “Contatti” del 2008.

BUGO live Festa de l'Unità Carpi
"Me la godo"

Pubblicato da Musiclike.it su Martedì 12 luglio 2016

A petto nudo, e grondante di sudore, Bugo e la sua band dunque si congedano e ci lasciano con la voglia di stare ancora lì a saltare e cantare fino allo sfinimento.
Chi non è mai stato a un suo concerto, dovrebbe andarci: si tratta di un’esperienza genuina e sincera.
Onore a Bugo e alla sua musica.

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