La Colpa – Mentre guardi alla Germania

Se c’è una speranza nel confuso panorama del rock italiano odierno, è forse rappresentata da questi quattro giovanotti milano-pavesi che si prendono addosso La Colpa di tante cose,...

Se c’è una speranza nel confuso panorama del rock italiano odierno, è forse rappresentata da questi quattro giovanotti milano-pavesi che si prendono addosso La Colpa di tante cose, anche quelle di cui non sono direttamente responsabili. Testi interessanti ed ironici, quasi tutti opera del batterista Luca Cometti, che la scorsa estate ha effettuato un viaggio tra Serbia e Bosnia con tanto di blog itinerante, innestati su una base adeguatamente rumorista, tra Sonic Youth e hardcore frenetico. Un impatto devastante dal vivo, con Marco Muscarà vocalist ed energetico frontman, le schitarrate asssassine e i cori di Luca di Blasi, il basso pulsante ed effettato di Matteo Cogo, il drumming implacabile di Cometti, mantenuto anche su un cd ricco di potenza e freschezza, con la voglia di far esplodere sensazioni dimenticate. “Orfani della poetica”, brano che guida anche idealmente l’album, è l’amara constatazione di vivere in un mondo dove “senza lacrimogeni non riusciamo più a commuoverci”.

L’orecchiabile “Scappo di casa torno per cena”, è una dichiarazione programmatica su atmosfere molto “soniche” che ricorda l’ironia (“Sono un ribelle, mamma”) degli Skiantos. “A meno di noi”, con i suoi intrecci vocali, segue la lezione dei Faith No More, ma anche degli Who. Nella cantautorale e delicata “Persi di vista” compare anche un bel piano elettrico e su “La Cisterna” c’è un gran lavorio di…lamiere. Una via interessante di uscita, tra rock and roll roboante, rumore in giusto equilibrio con la melodia e sguardi acuti sul mondo d’oggi.

La Colpa – Mentre guardi alla Germania (INRI, 2015)

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